IN SINTESI Ore di colloqui a Camp David
I principali responsabili della sicurezza nazionale degli Stati Uniti si sono riuniti per diverse ore a Camp David venerdì 2 ottobre, in un incontro riservato dedicato ai prossimi passi della guerra con l'Iran e alla nuova escalation tra Arabia Saudita e Houthi in Yemen.
Secondo quanto riferito da tre funzionari statunitensi ad Axios, a guidare il vertice è stato il vicepresidente J.D. Vance. La riunione non era stata annunciata pubblicamente dall'amministrazione Trump e la Casa Bianca ha scelto di non commentarne i contenuti.
Vance al tavolo con Rubio, Hegseth e i vertici dell'intelligence
Alla riunione hanno partecipato alcuni dei principali esponenti dell'amministrazione: il segretario di Stato Marco Rubio, il segretario alla Difesa Pete Hegseth, l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff, il direttore della CIA John Ratcliffe, il presidente dei Capi di Stato Maggiore riuniti generale Dan Caine e il segretario al Tesoro Scott Bessent.
Uno dei funzionari citati da Axios ha spiegato che durante l'incontro alcune questioni sarebbero state decise o comunque discusse in maniera molto approfondita. Non sono stati però resi pubblici eventuali ordini operativi o decisioni definitive.
Trump valuta le prossime mosse contro l'Iran
Il vertice arriva mentre il negoziato con Teheran resta in una fase di forte difficoltà. Trump ha respinto l'ultima proposta iraniana e ha lasciato aperta la possibilità di riprendere bombardamenti di maggiore intensità.
Gli Stati Uniti stanno parallelamente rafforzando la propria presenza militare nella regione, con un dispositivo navale che potrebbe arrivare a comprendere tre portaerei nelle prossime settimane.
Durante la riunione di Camp David, Trump è stato interrogato dai giornalisti sulle prossime mosse contro l'Iran, ma non ha fornito dettagli operativi, limitandosi a lasciare intendere che una decisione è in preparazione.
La pressione militare resta accompagnata da quella economica: Washington ha introdotto nuove sanzioni contro settori dell'economia iraniana mentre continua il confronto sulle condizioni per un possibile accordo e sulla libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.
L'altro fronte: Arabia Saudita contro gli Houthi
La seconda questione affrontata a Camp David riguarda lo Yemen. Arabia Saudita e forze fedeli al governo yemenita stanno preparando una grande controffensiva contro gli Houthi per recuperare posizioni lungo la costa del Mar Rosso e nelle aree che controllano l'accesso allo stretto di Bab el-Mandeb.
Riad ha chiesto a Washington di partecipare con attacchi aerei. Per il momento gli Stati Uniti hanno respinto la richiesta di un coinvolgimento diretto, pur continuando a fornire sostegno di intelligence e informazioni per l'individuazione degli obiettivi.
Il punto più delicato è proprio questo: gli Stati Uniti devono decidere se aprire un nuovo fronte diretto contro gli Houthi mentre restano già impegnati nella crisi con l'Iran. Una scelta che avrebbe conseguenze anche sulla sicurezza del Mar Rosso, dello Stretto di Hormuz e sulle principali rotte energetiche mondiali.
Una riunione che segnala una fase decisiva
Il carattere riservato e il livello dei partecipanti indicano che Washington sta valutando opzioni strategiche di primo piano, ma al momento non è stato annunciato alcun nuovo intervento militare.
Il precedente richiamato dai media americani aumenta tuttavia l'attenzione: una riunione di alto livello simile si era tenuta a Camp David nel giugno 2025, pochi giorni prima dello scoppio della precedente guerra tra Israele e Iran.
Il confronto del 2 ottobre arriva inoltre in una fase nella quale gli Houthi hanno intensificato gli attacchi contro l'Arabia Saudita e l'Iran continua a prepararsi all'eventualità di una nuova escalation militare statunitense. Per Washington, le crisi di Iran, Yemen, Hormuz e Bab el-Mandeb sono ormai sempre più interconnesse.









