IN SINTESI
USB apre la vertenza nazionale sulle dotazioni destinate al personale operativo
18 settembre • agitazione
DPI e vestiario
conciliazione richiesta
Lo stato di agitazione nazionale proclamato da USB Vigili del Fuoco resta il passaggio più recente pubblicamente disponibile sulla vertenza. Il sindacato ha chiesto l'immediata attivazione del tavolo di conciliazione previsto dalla normativa sui servizi pubblici essenziali, prospettando uno sciopero nazionale qualora non arrivassero soluzioni.
Divise tecniche, dispositivi di protezione individuale e procedure da applicare dopo gli interventi finiscono al centro di una nuova vertenza nazionale dei Vigili del Fuoco. Il Coordinamento nazionale USB VVF ha proclamato il 18 settembre lo stato di agitazione, chiedendo l'apertura della procedura di raffreddamento e conciliazione.
Alla base della protesta vi sono numerose criticità che il sindacato afferma di aver segnalato nel tempo all'Amministrazione. Le contestazioni non riguardano soltanto la qualità di alcuni capi, ma anche approvvigionamento, distribuzione, scorte, sostituzioni, vestibilità e decontaminazione delle dotazioni.
Polo ignifughe: cosa contesta USB
Una delle questioni principali riguarda le polo ignifughe distribuite al personale operativo. USB riferisce segnalazioni relative a rigidità del tessuto, deterioramento, lacerazioni dopo il contatto con acqua o intensa traspirazione e rilascio di colorante.
Il sindacato sostiene inoltre che le modalità adottate per individuare e ritirare i capi problematici non siano state uniformi sul territorio e segnala casi nei quali la sostituzione non sarebbe avvenuta contestualmente o sarebbe stata effettuata con capi appartenenti agli stessi lotti interessati dalle verifiche.
Secondo USB, ciò potrebbe determinare una progressiva riduzione delle dotazioni disponibili al singolo Vigile del Fuoco, soprattutto se il capo ritirato non viene immediatamente sostituito con uno integro.
Problemi segnalati anche sulle sottocombinazioni
La vertenza si estende alle sottocombinazioni ignifughe di recente assegnazione. Anche in questo caso USB riferisce rilascio di colore quando i tessuti vengono bagnati e, in alcune circostanze, lacerazioni avvenute durante l'attività lavorativa.
La richiesta è quella di effettuare verifiche approfondite sulla qualità, sulla resistenza e sulle caratteristiche dei materiali utilizzati.
Sul portale istituzionale dei Vigili del Fuoco la polo ignifuga e la sottocombinazione sono classificate come DPI di II categoria e vengono indicate come certificate secondo le norme UNI EN ISO 11612:2015 e UNI EN ISO 13688:2022.
Le criticità riportate nella vertenza sindacale riguardano quindi il comportamento e la gestione di specifiche forniture segnalate dal personale e non equivalgono, allo stato delle informazioni disponibili, a una dichiarazione generale di non conformità di tutti i capi in dotazione.
Calzature, elmi e tempi di sostituzione
Il nodo della vestibilità per il personale femminile
Tra le questioni sollevate c'è anche quella dell'attagliamento dei capi destinati al personale femminile. Secondo USB, taglie e conformazioni non sempre sarebbero adeguate alle caratteristiche fisiche delle operatrici.
Il tema non viene posto soltanto come una questione di comodità: un indumento tecnico deve consentire libertà di movimento e mantenere la propria funzionalità nelle diverse fasi dell'intervento.
Il sindacato chiede quindi una gestione delle forniture che tenga maggiormente conto delle diverse corporature, evitando che l'assegnazione delle dotazioni avvenga sulla base di una gamma di taglie considerata insufficiente.
Dotazioni specifiche per il soccorso in montagna
Un ulteriore capitolo interessa il personale impiegato nel soccorso ordinario in ambiente montano. Temperatura, terreno, umidità e condizioni meteorologiche possono rendere necessario un equipaggiamento differente rispetto a quello normalmente utilizzato negli scenari urbani.
USB chiede una ricognizione nazionale delle esigenze e la disponibilità uniforme di vestiario, calzature e dispositivi specifici per questo tipo di impiego.
La questione PFAS negli indumenti tecnici
La vertenza affronta anche il tema delle sostanze perfluoroalchiliche, note come PFAS. USB chiede all'Amministrazione di chiarire quali verifiche siano state effettuate sui materiali presenti nei DPI e negli indumenti tecnici e quali iniziative siano previste per sostituire eventuali componenti contenenti tali sostanze.
Il sindacato domanda inoltre approfondimenti sul possibile assorbimento attraverso la pelle o l'inalazione in condizioni di forte calore e intensa sudorazione.
La richiesta di USB riguarda verifiche, certificazioni e progressiva eliminazione dei PFAS. La documentazione consultata non consente di affermare genericamente che tutti i DPI attualmente utilizzati dai Vigili del Fuoco contengano sostanze pericolose o siano non conformi.
Decontaminazione dopo gli interventi
Uno dei temi più rilevanti della vertenza riguarda ciò che accade dopo un intervento con esposizione a fumi, sostanze tossiche, cancerogene o comunque pericolose.
USB chiede una procedura nazionale obbligatoria e concretamente applicabile per la decontaminazione del personale, degli indumenti e dei DPI prima che l'operatore venga eventualmente impiegato in un nuovo intervento.
Secondo il sindacato, una mancata decontaminazione può prolungare l'esposizione e trasferire residui contaminanti attraverso indumenti, mezzi e attrezzature.
La richiesta è quindi che tutti i Comandi provinciali dispongano di strutture, materiali e procedure adeguate, evitando soluzioni differenti a seconda delle disponibilità locali.
Cosa prevede la normativa sui DPI
Nel documento con cui proclama lo stato di agitazione, USB richiama gli obblighi previsti dal decreto legislativo 81/2008 in materia di dispositivi di protezione individuale.
La normativa sulla sicurezza sul lavoro disciplina infatti scelta, efficienza, manutenzione e sostituzione dei dispositivi destinati a proteggere il lavoratore dai rischi professionali.
Il portale ufficiale del Corpo descrive a sua volta l'uniforme di servizio come l'insieme di DPI, vestiario ed equipaggiamento utilizzato nelle attività operative, tecniche e logistiche in funzione delle differenti condizioni di impiego.
Come si è arrivati allo stato di agitazione
Stato di agitazione non significa sciopero già proclamato
La distinzione è importante. Nel documento del 18 settembre USB manifesta la volontà di promuovere uno sciopero nazionale, ma contemporaneamente chiede l'attivazione della procedura di raffreddamento e conciliazione prevista per i servizi pubblici essenziali.
Al momento, quindi, il dato verificato è la proclamazione dello stato di agitazione nazionale da parte di USB. Un eventuale sciopero rappresenterebbe un passaggio successivo e dovrebbe essere oggetto di una specifica proclamazione con le relative modalità.
Il confronto aperto non riguarda semplicemente il colore o il comfort delle uniformi. La richiesta sindacale investe il sistema con cui i DPI vengono scelti, verificati, distribuiti, sostituiti e decontaminati, con l'obiettivo dichiarato di assicurare dotazioni adeguate alle reali condizioni nelle quali operano i Vigili del Fuoco.







