Le rappresentanze della dirigenza del comparto Sicurezza e Difesa hanno chiesto al Governo di avviare subito il rinnovo contrattuale 2024-2026 e di emanare il DPCM sugli adeguamenti stipendiali previsto dalla normativa.
La richiesta arriva dopo l’accordo raggiunto per il personale non dirigente ed è stata presentata come un passaggio ormai necessario per dare continuità al percorso contrattuale del comparto. Tra i firmatari figurano Enzo Letizia, per l’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia, Francesco Ceravolo per l’USMIA e Daniela Caputo per DirPolPen, a nome dei funzionari e dirigenti della Polizia Penitenziaria. Nel testo le organizzazioni richiamano l’articolo 24 della legge 448/1998*, ritenuto il riferimento per l’adeguamento retributivo annuale, distinguendo questo meccanismo dal rinnovo del contratto triennale.
Le sigle sottolineano che non si tratta di nuove rivendicazioni, ma dell’applicazione di istituti già previsti e di impegni già assunti. Per questo chiedono una convocazione rapida del tavolo negoziale e un segnale concreto da parte dell’esecutivo. Secondo i rappresentanti della dirigenza, il tema riguarda anche la tenuta complessiva del sistema sicurezza, considerato il peso delle responsabilità affidate ai vertici dei diversi comparti.
*l’articolo 24 della legge 448/1998:
Stabilisce un meccanismo di adeguamento economico per alcune categorie del pubblico impiego non contrattualizzato.
Serve come base per il decreto annuale che aggiorna le retribuzioni.
È diverso dal contratto triennale: non apre una trattativa politica nuova, ma applica un criterio previsto dalla legge









