IN SINTESI
Rc Auto, torna il tema delle differenze territoriali
Automobilisti virtuosi
10 anni senza sinistri
Targhe estere
Tornano al centro del dibattito le forti differenze territoriali nei prezzi dell'Rc Auto. Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, chiede al Governo di intervenire a favore degli automobilisti virtuosi, mentre prende forma una nuova stretta contro l'utilizzo stabile in Italia di veicoli con targa estera.
La proposta di Borrelli per gli automobilisti virtuosi
Borrelli torna a chiedere una soluzione nazionale contro quelle che definisce disparità territoriali nelle tariffe assicurative, particolarmente penalizzanti per molti automobilisti del Mezzogiorno.
Parlare semplicemente di “tariffa unica”, tuttavia, può essere fuorviante. La proposta sostenuta dal deputato non consiste nell'applicare lo stesso prezzo Rc Auto indistintamente a tutti gli automobilisti italiani.
La proposta di legge C.695, presentata dallo stesso Borrelli, prevedeva infatti che agli assicurati che non avessero denunciato sinistri negli ultimi dieci anni fosse riconosciuto, per la relativa classe universale, il premio più basso praticato dalla stessa compagnia sul territorio nazionale.
Le differenze territoriali dell'Rc Auto restano
Il problema richiamato dal deputato trova riscontro anche nei dati dell'IVASS. L'Istituto di vigilanza continua infatti a rilevare differenze significative tra i territori, nonostante il divario si sia ridotto rispetto a quello registrato oltre dieci anni fa.
Secondo le analisi pubblicate nel 2026, le province caratterizzate storicamente da premi più elevati tendono a mantenere livelli relativamente alti. Tra le regioni con i prezzi medi più sostenuti figurano anche Campania e Lazio.
È proprio su questo punto che Borrelli insiste: per un automobilista che non provoca incidenti da molti anni, sostiene AVS, il luogo di residenza non dovrebbe determinare differenze così marcate nel costo della copertura obbligatoria.
Nel frattempo arriva la stretta sulle targhe estere
Il confronto si intreccia con le modifiche al Codice della strada sulle quali il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha avviato una consultazione con operatori e associazioni.
Tra le misure emerse dal testo-base figura un intervento sui veicoli immatricolati all'estero ma utilizzati stabilmente in Italia. Dopo l'iscrizione nel Registro dei veicoli esteri (REVE), verrebbe previsto l'obbligo di una copertura assicurativa stipulata con un'impresa italiana oppure con una compagnia autorizzata a operare in Italia.
La novità sulle targhe estere non va ancora presentata come una norma definitivamente entrata in vigore: fa parte del percorso di revisione del Codice della strada e il confronto con le associazioni di settore è ancora in corso.
L'obiettivo è contrastare il fenomeno della cosiddetta “esterovestizione” dei veicoli, utilizzata in alcuni casi per ridurre costi assicurativi e fiscali o rendere più difficile il recupero delle sanzioni.
Il nodo politico sollevato da AVS
Borrelli si dice favorevole al contrasto degli abusi legati alle targhe straniere, ma chiede al Governo di intervenire contemporaneamente sulle ragioni economiche che, soprattutto in alcune aree del Sud, hanno contribuito alla diffusione del fenomeno.
Il punto politico è quindi questo: rafforzare i controlli sulle targhe estere, ma allo stesso tempo affrontare il divario dei premi Rc Auto per chi mantiene una condotta di guida virtuosa.
Per il momento, però, i due dossier si trovano in condizioni diverse: la stretta sui veicoli esteri è inserita nel percorso di elaborazione del nuovo Codice della strada, mentre una nuova disciplina nazionale delle tariffe Rc Auto per gli automobilisti virtuosi resta una richiesta politica che necessita di un nuovo intervento legislativo.










