IN SINTESI
ITA, accordo sulle possibili eccedenze mentre parte della flotta resta ferma
≈ 25 Airbus fermi
Accordo 22 luglio
Nessun numero definitivo di esuberi
Al 22 agosto 2026 ITA Airways non ha definito un numero ufficiale di esuberi, ma dispone già di un accordo con i sindacati per affrontare eventuali eccedenze di personale attraverso uscite concordate e non traumatiche. Sullo sfondo pesa la ridotta disponibilità della flotta: le più recenti ricostruzioni parlano di circa 25 Airbus non operativi, mentre prosegue l'integrazione della compagnia nel gruppo Lufthansa.
ITA, per ora nessun numero definitivo di esuberi
Il punto centrale è distinguere tra potenziali eccedenze di personale e licenziamenti già programmati. L'intesa firmata il 22 luglio tra ITA Airways e le principali organizzazioni sindacali stabilisce infatti gli strumenti da utilizzare nel caso in cui la nuova organizzazione aziendale faccia emergere posizioni in eccesso.
Al momento non risulta indicato un numero definitivo di lavoratori coinvolti. L'impostazione concordata punta a evitare soluzioni traumatiche e a privilegiare uscite volontarie o comunque concordate con i dipendenti.
In presenza di effettive eccedenze, il meccanismo dovrebbe basarsi sulla non opposizione del lavoratore alla risoluzione del rapporto, accompagnata da incentivi economici e da condizioni da definire nei successivi passaggi negoziali.
Il peso dei circa 25 Airbus fermi
La riorganizzazione avviene mentre ITA continua a fare i conti con una significativa indisponibilità di aeromobili. Le ricostruzioni pubblicate nel mese di agosto indicano circa 25 Airbus non operativi su una flotta complessiva superiore ai cento velivoli.
Una parte importante del problema è legata alle criticità dei motori Pratt & Whitney GTF, che negli ultimi anni hanno costretto numerose compagnie a fermare gli aeromobili per controlli e manutenzioni prolungate. Nel numero complessivo vengono però considerate anche altre attività manutentive.
Le difficoltà dei motori GTF non riguardano soltanto ITA Airways. La necessità di ispezioni e interventi straordinari ha ridotto la disponibilità di centinaia di Airbus nel mondo, con conseguenze sulla programmazione dei voli e sui costi operativi delle compagnie.
Come si è arrivati a questo punto
Una parte della flotta Airbus di ITA resta indisponibile per interventi sui motori GTF, con ripercussioni sulla capacità operativa della compagnia.
L'amministratore delegato Joerg Eberhart indica un impatto economico rilevante legato alla mancata disponibilità degli aeromobili e valuta anche iniziative nei confronti del produttore dei motori.
ITA e sindacati raggiungono un'intesa economica per piloti, assistenti di volo e personale di terra, distinta dal successivo accordo sulle eventuali eccedenze.
Azienda e organizzazioni sindacali concordano un quadro per affrontare le possibili eccedenze generate dalla riorganizzazione, privilegiando soluzioni non traumatiche.
Le nuove ricostruzioni giornalistiche quantificano in circa 25 gli Airbus indisponibili tra criticità ai motori e manutenzioni, mentre resta da definire l'effettivo impatto occupazionale.
La riorganizzazione con Lufthansa
Il tema occupazionale non può essere letto soltanto attraverso il numero degli aeromobili fermi. ITA Airways sta infatti attraversando anche una profonda trasformazione societaria e organizzativa legata all'ingresso nel Lufthansa Group.
Lufthansa ha esercitato l'opzione per portare la propria partecipazione dal 41% al 90%. Il completamento dell'operazione è previsto all'inizio del 2027 e porterà ITA a una sempre maggiore integrazione nelle strutture commerciali, operative e organizzative del gruppo tedesco.
L'accordo sulle eventuali eccedenze è distinto dal rinnovo contrattuale firmato a luglio. Il primo serve a gestire possibili uscite legate alla riorganizzazione; il secondo riguarda invece retribuzioni e condizioni economiche del personale.
Cosa succede adesso
Il prossimo passaggio sarà capire quante eccedenze emergeranno realmente dalla nuova organizzazione. L'accordo del 22 luglio non stabilisce infatti quanti dipendenti dovranno eventualmente lasciare la compagnia.
Se saranno individuate posizioni in eccesso, ITA e sindacati dovranno definire nel dettaglio gli incentivi e le modalità delle uscite. L'evoluzione dipenderà anche dal ritorno in servizio degli aeromobili oggi indisponibili e dalla velocità con cui procederà l'integrazione con Lufthansa.









