IN SINTESI
I punti essenziali
≈ 200 paracadutisti
Bosnia-Erzegovina
22 agosto – 3 settembre
Si è conclusa in Bosnia-Erzegovina l'esercitazione multinazionale Quick Response 2026, uno dei principali appuntamenti addestrativi annuali della missione europea EUFOR ALTHEA.
Tra le attività di maggiore rilievo figura l'impiego della Brigata Paracadutisti “Folgore”: secondo quanto comunicato dall'Esercito Italiano il 18 settembre, l'attività ha visto l'aviolancio di circa 200 paracadutisti nel territorio bosniaco.
La Folgore nei cieli della Bosnia-Erzegovina
La componente italiana ha avuto un ruolo significativo nelle attività condotte durante l'esercitazione. Una compagnia del 183° Reggimento Paracadutisti “Nembo”, reparto della Brigata Paracadutisti “Folgore”, ha raggiunto la Bosnia-Erzegovina direttamente dall'Italia mediante aviolancio, inserendosi successivamente nel dispositivo multinazionale di EUFOR.
L'attività aveva l'obiettivo di verificare concretamente quanto rapidamente un reparto di rinforzo proveniente dall'Italia potesse raggiungere il teatro operativo, essere inserito nella struttura di comando della missione e operare insieme alle unità già presenti sul territorio.
L'impiego delle aviotruppe ha rappresentato una delle principali novità dell'edizione 2026: EUFOR ha infatti indicato che per la prima volta nell'ambito dell'annuale Quick Response i paracadutisti sono stati utilizzati nel processo di rinforzo della missione.
Un'esercitazione per testare il rapido rinforzo di EUFOR
Quick Response 2026 si è svolta dal 22 agosto al 3 settembre in diverse aree della Bosnia-Erzegovina. L'obiettivo principale era verificare la capacità della missione EUFOR ALTHEA di aumentare rapidamente la propria presenza in caso di necessità, integrando le forze già schierate con reparti e mezzi provenienti dai Paesi contributori.
Le attività hanno interessato personale proveniente da 24 nazioni e hanno coinvolto forze terrestri, assetti ad ala rotante, unità aviotrasportate, capacità specialistiche e sistemi logistici. Il test non riguardava quindi soltanto l'arrivo dei rinforzi, ma l'intera catena necessaria per renderli operativi: trasporto, comando e controllo, comunicazioni, logistica, mobilità e interoperabilità multinazionale.
Il contributo italiano: dal cielo, da terra e dal mare
Il contributo nazionale non si è limitato alle aviotruppe. Il Multinational Battalion di EUFOR, a guida italiana, ha partecipato alle attività con una compagnia del 151° Reggimento fanteria “Sassari”, impegnata in scenari addestrativi che hanno compreso anche la messa in sicurezza di depositi di munizioni e l'evacuazione di personale da aree considerate a rischio.
È stata inoltre verificata la capacità di trasferire mezzi e materiali utilizzando differenti modalità di trasporto. Nave San Giorgio della Marina Militare ha contribuito al trasferimento via mare di mezzi dell'Esercito Italiano, consentendo di sperimentare una soluzione complementare al trasporto aereo per il rapido afflusso delle forze di rinforzo.
Le fasi principali
La capacità di intervenire rapidamente
La fase conclusiva dell'esercitazione, svolta nell'area di Mostar, ha riunito diverse capacità sviluppate durante i giorni precedenti. Alle operazioni delle unità sul terreno si sono affiancate attività aviotrasportate, interventi sanitari ed evacuazioni mediante elicotteri.
Il risultato addestrativo perseguito da Quick Response 2026 è stato verificare l'intero processo necessario a rafforzare rapidamente EUFOR: dall'arrivo di nuovi reparti e materiali alla loro integrazione con il dispositivo già presente in Bosnia-Erzegovina.
L'esercitazione rientra nelle attività con cui EUFOR mantiene e verifica la propria capacità di contribuire al mantenimento di un ambiente sicuro e protetto nel Paese, secondo il mandato della missione ALTHEA.










