IN SINTESI
Cosa sta facendo davvero l'Italia
Fregata Bergamini
Jolly Oro scortato
Operazione Aspides
L'Italia accelera per proteggere il proprio traffico commerciale nel Mar Rosso. Nelle ultime ore la fregata Carlo Bergamini della Marina Militare ha accompagnato il mercantile italiano Jolly Oro, della compagnia Ignazio Messina & C., nel transito verso nord attraverso lo Stretto di Bab el-Mandeb.
L'operazione arriva dopo la dura presa di posizione del ministro della Difesa Guido Crosetto, che aveva annunciato la disponibilità dell'Italia a non attendere ulteriormente i tempi decisionali europei. Ma il passaggio effettivamente realizzato dalla Bergamini è avvenuto all'interno della missione europea EUNAVFOR Aspides.
Le prime ricostruzioni parlavano di una possibile iniziativa italiana “senza aspettare l'UE”. Questa possibilità è stata effettivamente prospettata dal ministro Crosetto, ma gli sviluppi successivi hanno chiarito che la scorta del Jolly Oro non è stata effettuata fuori da Aspides.
La fregata Bergamini era già assegnata alla missione europea e l'attività rientra nei compiti attribuiti alle forze navali di EUNAVFOR Aspides.
La Bergamini accompagna il Jolly Oro
Lo Stretto di Bab el-Mandeb è tornato nelle ultime settimane al centro delle preoccupazioni per la sicurezza marittima internazionale, a causa dell'escalation nello Yemen e della crescente pressione degli Houthi lungo la costa del Mar Rosso.
In questo scenario, diverse navi commerciali avevano rallentato o sospeso i propri movimenti in attesa di condizioni di sicurezza adeguate e della disponibilità di una scorta militare.
La risposta è arrivata con l'impiego della fregata Carlo Bergamini, che ha accompagnato il Jolly Oro nel delicato attraversamento dello stretto.
La Marina Militare ha indicato l'attività come un contributo concreto alla libertà di navigazione e alla sicurezza del traffico mercantile, sottolineando l'importanza strategica delle rotte che dal Golfo di Aden entrano nel Mar Rosso e raggiungono il Mediterraneo attraverso il Canale di Suez.
Aspides è la missione navale dell'Unione europea avviata nel 2024 per proteggere la navigazione commerciale dagli attacchi nel Mar Rosso e nelle acque circostanti.
Il suo mandato è difensivo: le unità navali possono accompagnare e proteggere i mercantili e reagire alle minacce contro le navi, ma la missione non prevede campagne offensive contro obiettivi terrestri nello Yemen.
Crosetto: l'Italia era pronta anche ad agire da sola
Il passaggio della Bergamini arriva dopo le dichiarazioni rilasciate il 17 settembre dal ministro della Difesa durante il Forum “Risorsa Mare” alla Spezia.
Crosetto aveva spiegato di aver deciso, insieme ai vertici militari, di non attendere indefinitamente che fosse Aspides a stabilire quando riprendere il transito, sostenendo che eventuali ritardi nella navigazione si sarebbero tradotti in costi economici aggiuntivi per il sistema italiano.
Il ministro aveva quindi disposto la preparazione di un piano nazionale per garantire, se necessario, il passaggio delle navi di interesse italiano attraverso Bab el-Mandeb.
Roma torna a chiedere un rafforzamento europeo
La prospettiva di un'iniziativa nazionale non ha però determinato, almeno finora, l'uscita dell'Italia dalla cornice europea.
Il 18 settembre Crosetto ha infatti scritto all'Alta rappresentante dell'Unione europea Kaja Kallas, chiedendo un rafforzamento urgente di Aspides e un maggiore contributo degli altri Stati membri.
L'Italia si è detta disponibile, se necessario, a mettere a disposizione anche una seconda fregata. Secondo le informazioni disponibili, Roma chiede però che un eventuale ulteriore sforzo nazionale venga accompagnato da una più ampia partecipazione europea, anche sotto il profilo delle risorse.
Perché Bab el-Mandeb è così importante
Dall'ipotesi nazionale alla ripartenza di Aspides
L'ipotesi di una seconda fregata
Il quadro resta in evoluzione. L'Italia dispone già della Bergamini all'interno di Aspides, ma si è detta disponibile a incrementare ulteriormente il proprio contributo qualora la situazione lo richiedesse.
L'eventuale impiego di una seconda unità navale italiana non va tuttavia presentato come un invio già avvenuto: al momento si tratta di una disponibilità prospettata nell'ambito delle discussioni sul rafforzamento del dispositivo.
Allo stesso modo, l'ipotesi di una vera missione nazionale separata da Aspides resta una possibilità operativa e giuridica valutata dalla Difesa, non il quadro nel quale è stata eseguita la scorta del Jolly Oro.
Lo sviluppo più recente modifica quindi in modo sostanziale la lettura iniziale della notizia: l'Italia ha minacciato di non attendere oltre le decisioni europee, ma la scorta effettivamente realizzata dalla Bergamini è avvenuta nell'ambito di Aspides.
Roma continua nel frattempo a premere sull'Unione europea affinché la missione venga rafforzata con più navi e con una maggiore condivisione dello sforzo tra gli Stati membri.









