IN SINTESIA Monte Romano l'Esercito mostra come sta cambiando il combattimento terrestre
17 settembre 2026
oltre 850 militari
droni • Centauro • Freccia
Trincee, mortai e mezzi blindati insieme a droni, sistemi terrestri senza pilota, guerra elettronica e nuove tecnologie. Davanti al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, l'Esercito Italiano ha mostrato con Aegis 26 il percorso di trasformazione avviato per adattarsi agli scenari operativi contemporanei.
Il 17 settembre 2026, nel poligono militare di Monte Romano, l'Esercito ha condotto l'esercitazione “Aegis 26” alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accompagnato dal ministro della Difesa Guido Crosetto e dalla sottosegretaria Isabella Rauti.
Ad accogliere il Capo dello Stato è stato il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, generale di Corpo d'Armata Carmine Masiello. L'obiettivo era mostrare non soltanto capacità tradizionali, ma soprattutto l'integrazione tra uomini, mezzi convenzionali, sistemi senza pilota, cyber e tecnologie emergenti.
Oltre 850 militari e una manovra interforze
Il fulcro dell'attività è stato rappresentato dalla Brigata Paracadutisti “Folgore”, impegnata insieme a unità della Divisione “Acqui”, del Comando Logistico, delle Forze di Supporto al Combattimento, delle Forze Speciali, dell'Aviazione dell'Esercito, del Genio, delle Trasmissioni, dell'Artiglieria Controaerei e della Brigata Informazioni Tattiche.
Alla dimostrazione hanno inoltre partecipato velivoli ed equipaggi della 46ª Brigata Aerea dell'Aeronautica Militare, nell'ambito delle attività di aerocooperazione finalizzate ad aumentare prontezza e interoperabilità.
Il programma ufficiale prevedeva aviolancio, azioni delle Forze per le Operazioni Speciali, tiro con mortai, combattimento in trincea, evacuazione di feriti, passaggi di elicotteri, sciami di droni e impiego di veicoli terrestri a pilotaggio remoto.
Droni costruiti anche dai militari
Uno degli aspetti più significativi di Aegis 26 è stato l'impiego di sistemi a pilotaggio remoto in parte autoprodotti. L'Esercito sta infatti sperimentando anche soluzioni costruite attraverso assemblaggio interno, componentistica commerciale e tecniche di manifattura additiva.
La logica è quella emersa con forza nei conflitti più recenti: il drone non è più una capacità riservata a pochi reparti altamente specializzati, ma uno strumento destinato a diventare sempre più diffuso ai livelli tattici.
Masiello ha indicato proprio la “dronizzazione” come uno dei fenomeni centrali della trasformazione in corso, sostenendo che il soldato del futuro dovrà essere in grado di utilizzare questi sistemi con la stessa naturalezza con cui impiega altri strumenti individuali.
Centauro e Freccia, non Lynx
Nel programma ufficiale pubblicato dal Quirinale sono espressamente indicati veicoli blindati Centauro e Freccia, impiegati anche in attività a fuoco. Non risulta invece documentato nelle fonti ufficiali dell'esercitazione l'impiego del nuovo Lynx IFV.
Il Lynx fa parte del più ampio percorso di modernizzazione delle capacità terrestri italiane, ma attribuirne l'impiego ad Aegis 26 non sarebbe corretto sulla base della documentazione ufficiale disponibile. Per questa esercitazione risultano confermati Centauro e Freccia.
Micro-mobilità e combattimento in trincea
L'esercitazione non ha rappresentato una semplice esposizione tecnologica. La simulazione ha combinato elementi estremamente tradizionali — come trincee, campi minati, mortai e azioni di fanteria — con nuovi dispositivi per la micro-mobilità tattica, aviolancio di materiali, sistemi autonomi e protezione dello spettro elettromagnetico.
È proprio questa sovrapposizione a spiegare la definizione di Masiello delle “tre guerre in una”: sullo stesso campo di battaglia possono convivere combattimento convenzionale, attacchi cyber, disturbo elettronico, sistemi senza pilota e attività finalizzate a influenzare informazione e percezione.
La componente umana resta al centro
La forte presenza dell'intelligenza artificiale e dell'automazione non significa, nella visione illustrata durante Aegis 26, eliminare il ruolo dell'uomo. Masiello ha sottolineato che la componente umana resta al centro dell'Istituzione, con i propri valori e con la capacità di assumere decisioni etiche al di sopra di algoritmi e sistemi di intelligenza artificiale.
Un concetto ripreso anche da Mattarella nel proprio intervento. Il Presidente della Repubblica ha riconosciuto la necessità di disporre di uno strumento militare tecnologicamente avanzato, integrato e interoperabile con alleati e partner, ma ha ricordato che “al centro di tutto resta e resterà sempre la persona umana: il soldato”.
La trasformazione dell'Esercito
Aegis 26 fotografa quindi una trasformazione che non consiste semplicemente nell'acquistare nuovi mezzi. L'obiettivo è modificare addestramento, organizzazione e capacità dei reparti, facendo convivere piattaforme tradizionali e nuove tecnologie all'interno dello stesso sistema operativo.
La dimostrazione di Monte Romano ha reso visibile questa direzione: un Esercito più digitalizzato e connesso, nel quale il drone diventa sempre più uno strumento diffuso e sistemi robotici e capacità cyber entrano stabilmente nell'addestramento, mentre resta centrale la preparazione del personale chiamato a utilizzarli.







