IN SINTESI — Israele, Arabia Saudita e Houthi
1. Netanyahu avrebbe chiesto il consenso saudita per partecipare agli attacchi contro gli Houthi.
2. La richiesta sarebbe stata trasmessa attraverso gli Stati Uniti.
3. Mohammed bin Salman si sarebbe opposto al coinvolgimento militare israeliano.
4. L’indiscrezione non è stata confermata ufficialmente.
5. Gli attacchi contro gli aeroporti sauditi aumentano la pressione su Riyadh.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu starebbe cercando di ottenere il consenso dell’Arabia Saudita per partecipare alle operazioni militari contro gli Houthi in Yemen. La richiesta sarebbe stata avanzata attraverso la mediazione degli Stati Uniti, ma avrebbe incontrato l’opposizione del principe ereditario saudita Mohammed bin Salman.
A riportarlo è il quotidiano israeliano Haaretz, citando una fonte diplomatica rimasta anonima. Secondo la ricostruzione, Riyadh non sarebbe favorevole all’ingresso diretto delle forze israeliane nella campagna militare, soprattutto per le possibili ripercussioni sull’opinione pubblica saudita. Al momento non risultano conferme ufficiali da parte dei governi coinvolti.
Perché l’Arabia Saudita sarebbe contraria
La posizione attribuita a Mohammed bin Salman riflette la delicatezza dei rapporti tra Israele e Arabia Saudita. I due Paesi non intrattengono relazioni diplomatiche formali e Riyadh continua a collegare un’eventuale normalizzazione dei rapporti alla questione palestinese.
Secondo le fonti citate dalla stampa, una collaborazione militare pubblica con Israele potrebbe provocare reazioni negative all’interno del Regno. Netanyahu, invece, vedrebbe nella comune minaccia rappresentata dagli Houthi una possibile opportunità per rafforzare i rapporti con Riyadh.
Gli attacchi degli Houthi contro Riyadh
La vicenda emerge mentre l’Arabia Saudita affronta una nuova escalation militare. Negli ultimi giorni gli Houthi, movimento armato yemenita sostenuto dall’Iran, hanno intensificato gli attacchi missilistici contro infrastrutture saudite, prendendo di mira anche gli aeroporti.
Particolarmente grave l’attacco del 10 ottobre all’aeroporto internazionale King Khalid di Riyadh, che ha provocato almeno 12 morti e oltre 300 feriti secondo le prime comunicazioni, seguito da un ulteriore attacco l’11 ottobre. Il bilancio e le conseguenze complessive sono stati oggetto di successivi aggiornamenti.
L’intensificarsi delle ostilità ha provocato interruzioni del traffico aereo e rafforzato le preoccupazioni sulla sicurezza delle infrastrutture strategiche saudite. Anche il controllo delle aree costiere yemenite e dello stretto di Bab el-Mandeb resta centrale per la sicurezza della navigazione commerciale nel Mar Rosso.
Il ruolo degli Stati Uniti e le prospettive diplomatiche
Washington avrebbe svolto un ruolo di intermediario nella proposta israeliana. L’eventuale partecipazione di Israele alla campagna contro gli Houthi potrebbe però avere conseguenze diplomatiche rilevanti, considerata la mancanza di relazioni ufficiali tra Israele e Arabia Saudita.
Per Netanyahu, secondo le ricostruzioni giornalistiche, una cooperazione sulla sicurezza potrebbe contribuire anche al percorso di normalizzazione dei rapporti. Per Riyadh, invece, la priorità immediata rimane contrastare la minaccia degli Houthi senza compromettere gli equilibri politici regionali.
i24NEWS — La richiesta attribuita a Netanyahu ↗
Le indiscrezioni diplomatiche riportate da Haaretz.








