La guerra avviata il 28 febbraio con l’offensiva congiunta di Stati Uniti e Israele contro l’Iran prosegue con nuovi sviluppi sul fronte militare e diplomatico.
I pasdaran sostengono di avere il controllo dello Stretto di Hormuz e affermano di aver colpito una petroliera statunitense nel Golfo, mentre l’agenzia britannica per la sicurezza marittima segnala un’esplosione su una nave ancorata al largo del Kuwait con sversamento di greggio. In Azerbaigian, droni iraniani avrebbero centrato l’aeroporto internazionale di Nakhchivan: Baku riferisce danni, convoca l’ambasciatore iraniano e indica anche la caduta di missili e droni nei pressi dello scalo. In Iran la rete risulta quasi totalmente isolata: Netblocks parla di blackout prolungato con connettività ridotta a circa l’1%. La Mezzaluna Rossa iraniana dichiara che i raid hanno interessato 174 città e oltre 600 località, con danni anche a strutture sanitarie e mezzi di soccorso.
Media iraniani riferiscono di decine di feriti in un attacco su un complesso residenziale a nord di Teheran, mentre Israele annuncia una nuova ondata di bombardamenti sulla capitale. Teheran comunica inoltre di aver preso di mira basi di gruppi curdi tra Iran e Kurdistan iracheno, parlando di tentativi di infiltrazione ai confini occidentali. Nell’area del Golfo si registrano nuove tensioni, con esplosioni segnalate a Doha e Manama e con misure precauzionali annunciate dal Qatar nei pressi dell’ambasciata Usa. Sul piano politico italiano, Giorgia Meloni ribadisce che l’Italia “non è in guerra” e sostiene che, al momento, non sono arrivate richieste sull’uso di basi statunitensi in Italia oltre le autorizzazioni tecniche già previste. In Iraq, Kataib Hezbollah annuncia la morte di un proprio comandante in un raid aereo nel sud del Paese, nel quadro dell’aumento degli attacchi tra gruppi armati filo-iraniani e obiettivi legati agli Stati Uniti.
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