Il conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele continua ad intensificarsi al 10 marzo 2026, con dichiarazioni bellicose e operazioni militari su vasta scala. Donald Trump ha annunciato che gli Stati Uniti non cesseranno le operazioni contro l’Iran finché il nemico non sarà “decisamente sconfitto”. Ha anche avvertito che, qualora l’Iran bloccasse lo Stretto di Hormuz, la risposta americana sarebbe “venti volte più forte” rispetto agli attacchi attuali.
Nel contesto di questa escalation, Trump ha avuto una conversazione telefonica descritta come “costruttiva e aperta” con il presidente russo Vladimir Putin, concentrandosi sulla situazione in Iran. Intanto, Pete Hegseth, capo del Pentagono, ha sottolineato che gli attacchi israeliani ai depositi di carburante iraniani non erano un obiettivo diretto degli Stati Uniti.
Dal fronte iraniano, il ministro degli Esteri Seyed Abbas Araghchi ha dichiarato che, dopo nove giorni dall’inizio dell'”Operazione Furia Epica”, il prezzo del petrolio è raddoppiato e ha ribadito la preparazione dell’Iran di fronte a quella che definisce una “guerra fallimentare” da parte di Stati Uniti e Israele. Gli Stati Uniti hanno colpito oltre 5.000 obiettivi iraniani nei primi dieci giorni di guerra, includendo più di 50 navi e altri asset strategici, mentre l’Iran ha risposto lanciando missili e droni verso gli Emirati Arabi Uniti.









