La partecipazione della Russia alla Biennale di Venezia 2026 ha suscitato un acceso dibattito politico e istituzionale. La Fondazione Biennale, guidata da Pietrangelo Buttafuoco, ha confermato il ritorno del padiglione russo tra i 99 paesi partecipanti. Tale decisione, presa in autonomia dalla Fondazione, ha incontrato l’opposizione del governo italiano, che aveva un orientamento contrario, soprattutto alla luce del suo impegno nella tutela del patrimonio ucraino.
Il progetto russo, intitolato “The Tree is Rooted in the Sky“, è stato organizzato dalla commissaria Anastasiia Karneeva e prevede un festival musicale con artisti da varie nazioni. Questo ritorno segna la fine dell’assenza russa iniziata dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022. Nonostante le tensioni, la Fondazione ha difeso la scelta, vedendo Venezia come un polo di confronto culturale globale.
La Commissione Europea e 22 ministri della cultura europei, insieme a Norvegia e Ucraina, hanno espresso la loro contrarietà, definendo la partecipazione russa “inaccettabile” nelle circostanze attuali. Hanno minacciato di tagliare i fondi all’esposizione se la decisione non verrà rivista, sottolineando il rischio di un impatto negativo sul contesto culturale europeo.









