Il prossimo 22 e 23 marzo 2026, gli elettori italiani saranno chiamati a esprimersi su un referendum costituzionale confermativo riguardante una significativa riforma della giustizia. La proposta di modifica mira a introdurre la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, istituendo due distinti Consigli superiori della magistratura: uno per i giudicanti e uno per i requirenti, oltre a una nuova Alta Corte disciplinare per i magistrati ordinari.
Questa riforma, che modifica sette articoli della Costituzione (87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110), è stata approvata dalla Camera il 18 settembre 2025, con 243 voti favorevoli su 400, e dal Senato con 112 voti, entrambi al di sotto dei due terzi richiesti per evitare il referendum. La riforma è sostenuta dalla maggioranza di centrodestra, comprendente Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, che sono schierati a favore del Sì.
Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, ha espresso il suo sostegno alla riforma attraverso un video pubblicato sui social media, definendola «molto importante» per modernizzare l’Italia.












