Nella notte tra il 7 e l’8 maggio 2026, le forze statunitensi hanno effettuato raid su obiettivi militari iraniani nei porti di Bandar Abbas e sull’isola di Qeshm, situata nello Stretto di Hormuz. Questa operazione è stata una risposta a un attacco iraniano, descritto come non provocato, che ha coinvolto tre cacciatorpediniere americani, colpiti con missili, droni e piccole imbarcazioni. In seguito ai raid, l’Iran ha rivendicato l’abbattimento di due aerei statunitensi nelle stesse aree, mentre ha lanciato missili contro quelle che ha definito ‘unità nemiche’, in risposta a un presunto attacco statunitense a una petroliera iraniana. I media iraniani hanno riportato esplosioni e scontri a fuoco nei pressi del molo Bahman su Qeshm, con unità americane dirette verso il Mar d’Oman. Un funzionario statunitense ha chiarito che questi attacchi non segnano una ripresa della guerra, lasciando aperte le possibilità di ulteriori sviluppi nella regione.
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