Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha avviato un summit di tre giorni a Pechino con il leader cinese Xi Jinping, segnando la sua prima visita in Cina dal 2017. I colloqui si concentrano su questioni economiche e geopolitiche, tra cui l’estensione della tregua commerciale e l’incremento degli acquisti cinesi di prodotti agricoli e materie prime statunitensi. Un altro punto cruciale riguarda il settore tecnologico, in particolare i semiconduttori e l’intelligenza artificiale, dove la Cina detiene una posizione dominante, raffinando circa il 90% della produzione mondiale.
In aggiunta, la crisi mediorientale, in seguito all’attacco Usa-Israele contro l’Iran, è al centro delle discussioni. La Cina, con legami energetici significativi con Teheran, sta cercando di posizionarsi come mediatore indiretto, mentre Trump mira a sfruttare l’influenza cinese per una de-escalation nello Stretto di Hormuz. Tuttavia, il tema più delicato rimane Taiwan, soprattutto dopo l’approvazione di un pacchetto di armi statunitensi all’isola. La leadership cinese richiede rassicurazioni sul principio dell’unica Cina, mentre esperti avvertono che Trump potrebbe adottare una retorica ambigua su Taipei in cambio di vantaggi economici immediati.
