La crisi nello Stretto di Hormuz, un passaggio cruciale per le forniture energetiche globali, continua a destare preoccupazione tra le potenze mondiali. In questo contesto, il 20 maggio 2026, Donald Trump ha comunicato al premier israeliano Benyamin Netanyahu che mediatori internazionali stanno lavorando a una “lettera di intenti” tra Washington e Teheran. L’obiettivo è porre fine al conflitto in corso tra Stati Uniti, Israele e Iran. Secondo fonti di Axios, il documento dovrebbe prevedere un cessate il fuoco e un periodo di 30 giorni di negoziati sul programma nucleare iraniano e sulla riapertura dello Stretto di Hormuz al traffico commerciale.
La proposta di intesa mira a creare un quadro negoziale temporaneo per ridurre le tensioni militari e permettere colloqui più ampi sul nucleare. Tuttavia, il contesto internazionale è complesso: in passato, Russia e Cina hanno bloccato al Consiglio di Sicurezza Onu una bozza ritenuta troppo sbilanciata contro Teheran. Gli scambi indiretti tra Washington e Teheran, mediati dal Pakistan e da altri attori regionali, potrebbero ora aprire nuove prospettive di dialogo. Resta da vedere se queste iniziative porteranno a una soluzione duratura.








