Dal 1° luglio 2026, la previdenza complementare cambierà per i nuovi lavoratori del settore privato. La Legge di Bilancio 2026 prevede l’adesione automatica a un fondo pensione, esclusi i domestici. Se il contratto collettivo non specifica un fondo, l’iscrizione avverrà al fondo residuale del decreto ministeriale del 31 marzo 2020.
Il TFR maturando e i contributi di datore di lavoro e lavoratore saranno destinati automaticamente alla previdenza complementare, salvo rinuncia entro 60 giorni dall’assunzione. Dopo, il datore di lavoro dovrà versare i contributi.
La legge modifica anche le soglie per l’obbligo di versare il TFR al Fondo Tesoreria INPS, riducendo gradualmente il numero minimo di dipendenti a 40 entro il 2032.
Dal 1° luglio, si potrà riscuotere fino al 60% del montante finale in capitale al pensionamento, mentre il resto sarà convertito in rendita. Queste modifiche influenzeranno la gestione delle posizioni previdenziali, ma alcuni dettagli operativi sono ancora da chiarire.








