Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 5 agosto 2026 il decreto legislativo di recepimento del Regolamento UE sull’intelligenza artificiale (AI Act), che introduce per le Forze di polizia la possibilità di ricorrere al riconoscimento facciale. L’identificazione biometrica in tempo reale è ammessa in due soli casi: la prevenzione di minacce gravi e del terrorismo e la ricerca di persone scomparse o vittime di tratta. Ai sistemi di videosorveglianza già esistenti si potrà inoltre affiancare un software di intelligenza artificiale per identificare a posteriori soggetti già sospettati. L’attivazione richiede l’autorizzazione scritta del pubblico ministero — nei casi urgenti è previsto un avviso orale con ratifica entro 24 ore — e i dati biometrici raccolti in luoghi pubblici dovranno essere cancellati automaticamente entro 7 giorni. Nella stesura finale è stato vietato l’uso del riconoscimento automatico in stadi, piazze e comizi: le immagini potranno essere registrate ma non sottoposte a riconoscimento in assenza di un reato denunciato. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha rassicurato: “Non sarà un Grande Fratello”. Il testo, tra i più discussi del pacchetto di inizio agosto, è stato rivisto dopo le tensioni nella maggioranza e le critiche delle opposizioni sui profili di tutela della privacy.
Implicazioni del Decreto AI Act per la Sicurezza Pubblica
Il decreto AI Act rappresenta un passo significativo nella regolamentazione dell’uso dell’intelligenza artificiale da parte delle forze di polizia. L’introduzione di tecnologie avanzate come il riconoscimento facciale è vista come un’opportunità per migliorare la sicurezza pubblica, ma è accompagnata da rigide limitazioni per garantire il rispetto dei diritti fondamentali. Le eccezioni previste dal decreto, come la prevenzione di minacce gravi e la ricerca di persone scomparse, sottolineano l’importanza di bilanciare sicurezza e privacy.
Il Ruolo del Pubblico Ministero
Un aspetto cruciale del decreto AI Act è il ruolo del pubblico ministero, che funge da garante del corretto utilizzo delle tecnologie di riconoscimento facciale. L’autorizzazione preventiva è necessaria per l’attivazione di questi sistemi, assicurando che ogni intervento sia giustificato e proporzionato. Nei casi di emergenza, la polizia può agire immediatamente, ma deve ottenere una conferma scritta entro 24 ore, garantendo così un controllo rigoroso e tempestivo.
Privacy e Protezione dei Dati
La protezione della privacy è un elemento centrale del decreto AI Act. Le immagini raccolte tramite sistemi di videosorveglianza devono essere gestite con attenzione, e i dati biometrici devono essere cancellati entro un periodo di tempo definito, solitamente entro sette giorni. Questo approccio mira a prevenire abusi e a proteggere i cittadini da un uso eccessivo della sorveglianza.
Limitazioni e Divieti
Il decreto AI Act stabilisce chiaramente i limiti all’uso del riconoscimento facciale, vietandolo in contesti come stadi, piazze e comizi, a meno che non vi sia un reato denunciato. Questa restrizione è stata introdotta per evitare un monitoraggio indiscriminato e per rispettare il diritto alla privacy dei cittadini in spazi pubblici. Le immagini possono essere registrate, ma non analizzate senza una giustificazione legale, garantendo così un equilibrio tra sicurezza e libertà individuale.
Prospettive Future e Sfide
Il decreto AI Act pone le basi per un uso responsabile dell’intelligenza artificiale nelle operazioni di polizia, ma solleva anche sfide significative. La necessità di aggiornare costantemente le normative per tenere il passo con l’evoluzione tecnologica è evidente. Inoltre, sarà fondamentale monitorare l’implementazione pratica del decreto per assicurarsi che le misure di sicurezza non compromettano i diritti civili. Il dibattito pubblico e il coinvolgimento delle istituzioni saranno essenziali per affrontare queste sfide e per garantire che l’uso dell’AI sia sempre al servizio della società.







