Nella notte tra l’1 e il 2 luglio 2026, Kiev è stata teatro di un attacco devastante. La Russia ha lanciato un’offensiva combinata di missili e droni, definita la più massiccia dall’inizio del conflitto nel 2022. Le autorità ucraine riportano un bilancio provvisorio di almeno 21-25 morti e circa 90 feriti, con numerosi ricoveri negli ospedali della capitale. Le esplosioni hanno colpito edifici residenziali, un hotel centrale e un istituto scientifico, mentre un magazzino della Croce Rossa, contenente aiuti umanitari, è stato distrutto.
Il presidente Zelensky ha dichiarato che oltre 70 missili e quasi 500 droni, inclusi i kamikaze Shahed, sono stati lanciati contro Kiev e altre regioni, colpendo anche infrastrutture energetiche e siti militari. Il Ministero della Difesa russo afferma di aver mirato solo a obiettivi militari, ma le immagini mostrano danni estesi a strutture civili. Le operazioni di soccorso continuano tra le macerie, mentre la città cerca di riprendersi da questo attacco senza precedenti.









