Commercianti costretti a pagare, auto incendiate e minacce ripetute: è lo scenario dell’inchiesta che lunedì 13 luglio 2026, all’alba, ha portato i Carabinieri del Comando provinciale di Palermo a eseguire quindici fermi. L’operazione, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, si è concentrata nel mandamento di Tommaso Natale-San Lorenzo, nei quartieri San Lorenzo e Zen 2. Nove persone sono ritenute responsabili, a vario titolo, di estorsione e porto illegale di armi, comprese armi da guerra, con l’aggravante del metodo mafioso. Altre sei sono accusate di traffico di cocaina, hashish e marijuana. Secondo gli investigatori, il gruppo imponeva un clima di intimidazione su commercianti e attività della zona. Un elemento centrale riguarda la catena di comando: parte delle direttive arrivava da soggetti già detenuti per altri motivi. In questa fase le persone fermate sono indagate, non giudicate né condannate. L’operazione risponde all’aumento di episodi criminali registrato in città dall’autunno 2025. I prossimi passaggi riguarderanno la convalida dei fermi da parte del giudice.
Crisi nello Stretto di Hormuz: ONU chiede de-escalation, IMO respinge le tariffe USA
Le Nazioni Unite hanno lanciato un nuovo appello alla de-escalation nello Stretto di Hormuz, dopo il rapido deterioramento della crisi...









