La firma non ha spento le proteste. Mercoledì 15 luglio 2026, a Palazzo Vidoni a Roma, è stato sottoscritto il rinnovo del contratto del comparto Sicurezza e Difesa per il triennio 2025-2027. A distanza di poche ore, però, numerose organizzazioni del personale in divisa hanno annunciato una manifestazione a Roma per sabato 18 luglio, contestando l’intesa.
Cosa prevede l’accordo firmato
Il contratto riguarda il personale non dirigente di Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza e Forze armate. Secondo quanto reso noto, l’aumento medio è di circa 189 euro lordi al mese, con un incremento medio intorno ai 100 euro netti . Per il Governo hanno firmato il ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, e i sottosegretari a Interno, Difesa, Economia e Giustizia. Tra le sigle, la Fns Cisl ha aderito, rivendicando il risultato economico.
Perché molte sigle dicono no
Il fronte critico è ampio, 9 organizzazioni su 14 hanno rifiutato di firmare. I sindacati che dicono no contestano la distanza tra gli aumenti ottenuti e le richieste avanzate: la platea chiedeva incrementi netti più vicini ai 200 euro mensili, a fronte di un minimo che si ferma intorno ai 100 euro netti. Per i critici, la cifra non tiene il passo con l’aumento del costo della vita. USAMi Aeronautica ha sviluppato un calcolatore per simulare la perdita del potere d’acquisto e quanto dovrebbe essere lo stipendio: Clicca qui
C’è poi il capitolo previdenza. Le sigle sottolineano che i militari non dispongono ancora di un fondo di previdenza complementare, cioè di una pensione integrativa dedicata. L’impegno del Governo ad aprire un tavolo entro 90 giorni viene letto come una promessa rinviata nel tempo, non come una misura già operativa. Da qui la definizione, ricorrente tra gli organizzatori, di “contratto delle promesse”.
La manifestazione del 18 luglio
La mobilitazione è promossa da un cartello di sigle militari riunite nel “Patto per la Sicurezza e la Difesa dei Cittadini”, tra cui Nsc, SiNaFi, Itamil, Silmm e Usami. Le richieste principali sono tre: adeguare le retribuzioni al costo della vita, istituire la previdenza complementare per il personale in uniforme e potenziare gli organici per garantire sicurezza sul lavoro.
Occorre distinguere le fasi. La firma è il passaggio politico e sindacale; per questo comparto gli effetti economici si perfezionano poi con un decreto del Presidente della Repubblica, e solo dopo gli importi arrivano in busta paga tramite NoiPA. La manifestazione del 18 luglio dirà quanta parte del personale condivide le posizioni delle sigle che hanno respinto l’accordo.
FAQ
Il contratto è già in vigore?
No. L’accordo è firmato, ma gli aumenti diventano operativi solo dopo il decreto del Presidente della Repubblica e il pagamento tramite NoiPA.
Perché i sindacati manifestano se ci sono aumenti?
Molte sigle ritengono gli incrementi insufficienti rispetto al costo della vita e giudicano solo rinviato l’impegno sulla previdenza complementare.
Chi organizza la manifestazione del 18 luglio?
Un gruppo di sigle militari riunite nel “Patto per la Sicurezza e la Difesa dei Cittadini”, tra cui Nsc, SiNaFi, Itamil, Silmm e Usami.
FONTi Articolo :
Nsc – Sindacato Carabinieri (comunicato sulla manifestazione del 18 luglio): https://www.carabinierinsc.it/comunicati/nsc-roma-il-18-luglio-i-carabinieri-scendono-in-piazza-per-difendere-dignita-famiglie-e-futuro/
Usami (9 sigle su 14 contrarie): https://usami-aeronautica.it/lo-schiaffo-del-governo-ai-militari-contrattualizzati-delle-forze-armate-e-rispettive-famiglie-ben-9-sigle-su-14-dicono-no-al-contratto/ – Fns Cisl (favorevole, ha firmato): https://www.cisl.it/comparto-sicurezza-difesa-accordo-cisl/ –
Il Sole 24 Ore (termini economici): https://www.ilsole24ore.com/art/firmato-contratto-sicurezza-e-difesa-aumento-188-euro-lordi-mese-AJMGmuK









