L’assegno ad personam spetta al personale militare delle Forze Armate che transita all’impiego civile quando il nuovo trattamento economico fisso e continuativo è inferiore a quello già percepito in precedenza. Lo chiarisce il Ministero della Difesa, che richiama l’art. 930 del Codice dell’ordinamento militare e il D.I. 18 aprile 2002.
Si tratta di una tutela economica pensata per evitare che il passaggio dal ruolo militare a quello civile comporti una perdita immediata di stipendio. L’assegno viene quindi riconosciuto per compensare la differenza tra il vecchio e il nuovo trattamento fisso e continuativo. La somma non è però definitiva. L’assegno ad personam è infatti riassorbibile e si riduce con i successivi incrementi economici della nuova posizione. In pratica, quando lo stipendio cresce per progressione di carriera o per aumenti previsti da norme generali, l’assegno viene progressivamente assorbito.
La circolare della Difesa precisa anche che il beneficio è collegato alla nuova classificazione del personale e viene gestito tramite un applicativo dedicato. Per questo motivo, non si tratta di un aumento stabile, ma di un meccanismo di salvaguardia del trattamento economico.









