La notte tra l’11 e il 12 marzo 2026, un attacco con droni ha colpito la base italiana situata a Erbil, nel nord dell’Iraq. Il drone, identificato come uno shahed, ha centrato un’area adibita a bar-ristorante. L’attacco ha causato danni limitati alle infrastrutture e a un mezzo militare. Fortunatamente, nessuno militari italiani presenti è rimasto ferito. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha confermato che “non ci sono né morti né feriti” tra il personale.
L’allerta è scattata intorno alle 20:30 ora locale, quando un preallarme ha messo in guardia i militari italiani di una minaccia aerea. Il comandante Stefano Pizzotti ha spiegato che i militari si trovavano già in condizioni di preallarme, riuscendo così a rifugiarsi nei bunker, un gesto che ha garantito la loro sicurezza durante l’attacco.
Antonio Tajani, ministro degli Esteri, ha dichiarato che è necessario valutare attentamente l’accaduto prima di attribuire responsabilità, definendo comunque l’attacco “inaccettabile”. L’evento ha coinvolto uno sciame di 17 droni, ma il sistema di preallarme ha permesso di evitare conseguenze tragiche per il personale italiano.





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