Nella notte tra il 29 e il 30 luglio 2026, l’Ucraina è stata teatro di un massiccio attacco missilistico e con droni da parte della Russia. Le esplosioni sono iniziate poco dopo l’una di notte, quando l’allarme per il lancio di missili balistici ha risuonato nella capitale Kyiv. Frammenti dei missili abbattuti hanno provocato incendi in aree commerciali e garage nei distretti di Sviatoshynskyi e Obolonskyi, causando almeno un morto e due feriti.
Oltre a Kyiv, anche altre regioni come Leopoli, Kryvyi Rih, Dnipro e Vinnytsia sono state colpite. Le autorità ucraine e fonti internazionali riportano un bilancio complessivo di almeno otto morti, inclusi bambini, e decine di feriti. Gli attacchi hanno causato gravi danni a edifici residenziali e infrastrutture civili e militari.
Il ministero della Difesa russo ha dichiarato che gli obiettivi erano aeroporti militari e centri di produzione e distribuzione di missili e droni ucraini. Tuttavia, le conseguenze per la popolazione civile sono state devastanti, lasciando in sospeso il futuro delle aree colpite.






