L’Italia si prepara ad ampliare l’uso del riconoscimento facciale per le forze di polizia, mentre la Commissione europea mantiene il divieto in luoghi pubblici. Un decreto legislativo in fase di approvazione mira ad allineare la normativa italiana all’AI Act europeo, consentendo l’uso del riconoscimento facciale sia in tempo reale che a posteriori. L’articolo 10 del decreto stabilisce che la videosorveglianza con riconoscimento facciale a posteriori sarà permessa solo dopo la commissione di un reato e per identificare persone già indiziate, sotto la supervisione di un ufficiale di pubblica sicurezza designato dal questore.
L’identificazione biometrica remota in tempo reale sarà limitata a situazioni di gravi minacce, come attacchi terroristici o pericoli per la vita delle persone. I dati biometrici raccolti in luoghi sensibili potranno essere conservati per sette giorni, diventando materiale d’indagine solo in caso di reato. Il provvedimento ha ricevuto un primo via libera in commissione, ma necessita ancora dei pareri delle commissioni parlamentari e dell’approvazione finale del Consiglio dei ministri. Resta da vedere come si concilieranno le normative italiane con quelle europee.




