IN SINTESI Nuovo passaggio nell'indagine sull'attentato a Sigfrido Ranucci 10 ore in Procura 12 settembre Sentita come testimone +
Natalia Potenza, ex compagna di Valter Lavitola, è stata ascoltata per circa dieci ore dalla Procura di Roma come persona informata sui fatti.
Davanti agli inquirenti ha sostenuto di non sapere nulla dell'ordigno esploso davanti all'abitazione di Sigfrido Ranucci nell'ottobre 2025.
Avrebbe ricostruito gli affari di Lavitola e parlato dei rapporti tra l'ex editore e il giornalista.
Potenza avrebbe inoltre messo a disposizione degli investigatori documentazione anche di natura fiscale.
Pochi giorni prima il Riesame aveva confermato per Lavitola la custodia in carcere e l'aggravante del metodo mafioso.
È durata circa dieci ore l'audizione di Natalia Potenza, ex compagna di Valter Lavitola, nell'ambito dell'inchiesta sull'attentato dinamitardo contro il giornalista Sigfrido Ranucci. La donna si era offerta di parlare con i magistrati ed è stata sentita come persona informata sui fatti.
Dieci ore davanti ai magistrati
Natalia Potenza è arrivata negli uffici della Procura di Roma intorno alle 10 del mattino del 12 settembre e ha lasciato piazzale Clodio soltanto in serata.
Ad ascoltarla sono stati il pubblico ministero titolare del fascicolo, Edoardo De Santis, e i carabinieri dei Nuclei investigativi di Roma e Frascati, impegnati da mesi nell'indagine sull'attentato del 16 ottobre 2025.
La donna aveva chiesto nei giorni precedenti di poter essere sentita. La sua audizione è avvenuta nella veste di persona informata sui fatti.
Secondo quanto emerso al termine dell'audizione, Potenza ha ribadito agli investigatori di non essere stata a conoscenza dell'ordigno utilizzato nell'attentato. La sua posizione e le informazioni fornite saranno ora valutate nel quadro degli accertamenti in corso.
Gli affari di Lavitola e i rapporti con Ranucci
Il lungo colloquio non si sarebbe concentrato soltanto sulla notte dell'esplosione.
Potenza avrebbe ricostruito davanti agli inquirenti gli affari e le attività dell'ex compagno a partire dal periodo nel quale aveva iniziato la relazione con lui.
Avrebbe inoltre affrontato il tema dei rapporti tra Lavitola e Sigfrido Ranucci, uno degli aspetti sui quali la Procura sta cercando di ricostruire con precisione contatti, frequentazioni e circostanze precedenti e successive all'attentato.
Agli investigatori sarebbe stata messa a disposizione anche documentazione di natura fiscale, elemento che potrebbe essere utilizzato per ulteriori verifiche sul versante economico.
Le chat e quella notte dopo la perquisizione
L'audizione assume interesse anche alla luce di alcuni messaggi già emersi nell'inchiesta.
Secondo le ricostruzioni giornalistiche degli atti investigativi, nella notte successiva alla perquisizione del 4 luglio Potenza avrebbe ricevuto sul proprio telefono documentazione relativa all'inchiesta mentre Lavitola e Ranucci erano in contatto.
Gli investigatori stanno quindi ricostruendo non soltanto le circostanze dell'attentato, ma anche la rete di rapporti e comunicazioni che si è sviluppata successivamente.
La donna aveva manifestato nei giorni precedenti la volontà di parlare con i magistrati. Il suo legale aveva anticipato che avrebbe riferito su numerose circostanze riguardanti la relazione con Lavitola e gli elementi da lei conosciuti.
Lavitola resta in carcere
L'audizione arriva a soli due giorni dalla decisione del Tribunale del Riesame di Roma, che ha respinto la richiesta della difesa di sostituire la custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari.
I giudici hanno inoltre confermato nei confronti di Lavitola l'aggravante del metodo mafioso.
L'ex editore ha ammesso nel corso degli interrogatori di essere stato il mandante dell'azione contro Ranucci. Ha però sostenuto una propria ricostruzione delle motivazioni e delle modalità operative, affermando che l'obiettivo sarebbe stato quello di provocare un gesto dimostrativo senza mettere in pericolo il giornalista.
Questa versione resta oggetto delle valutazioni della Procura e dei giudici e non coincide integralmente con l'ipotesi accusatoria.
Le responsabilità penali e la ricostruzione definitiva dell'attentato dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie competenti. Le dichiarazioni delle persone coinvolte e le ipotesi investigative non equivalgono a una sentenza definitiva.
L'attentato del 16 ottobre 2025
L'inchiesta nasce dall'esplosione avvenuta la sera del 16 ottobre 2025 a Torvaianica, nel comune di Pomezia, davanti all'abitazione di Sigfrido Ranucci.
Un ordigno esplose nei pressi del cancello della villetta, distruggendo due automobili parcheggiate all'esterno e danneggiando il muro perimetrale. Ranucci e i suoi familiari non rimasero feriti.
Le indagini dei carabinieri hanno portato prima all'arresto dei presunti esecutori materiali e successivamente a concentrare l'attenzione sul presunto livello organizzativo e sui mandanti.
Un ordigno esplode davanti all'abitazione di Sigfrido Ranucci a Torvaianica, danneggiando due automobili e il muro perimetrale.
Vengono eseguite misure cautelari nei confronti di quattro persone indicate dagli inquirenti come componenti del gruppo coinvolto nell'esecuzione dell'attentato.
Valter Lavitola viene arrestato nell'ambito dell'inchiesta. Successivamente ammette di essere stato il mandante dell'azione, fornendo però una propria versione delle motivazioni.
Natalia Potenza viene ascoltata per circa dieci ore dalla Procura e fornisce informazioni sui rapporti e sugli affari dell'ex compagno.
Cosa può cambiare adesso
Il valore dell'audizione dipenderà dalla possibilità di confrontare le dichiarazioni di Potenza con telefoni, chat, documenti, movimenti economici e testimonianze già raccolte.
Gli investigatori dovranno verificare quali elementi siano nuovi, quali confermino fatti già conosciuti e quali richiedano ulteriori accertamenti.
La lunga durata dell'audizione indica comunque che l'attenzione degli inquirenti non è limitata al solo momento dell'esplosione: il lavoro della Procura riguarda anche il contesto dei rapporti personali, economici e delle comunicazioni che circondano una delle più complesse indagini di cronaca giudiziaria degli ultimi mesi.










