IN SINTESI
Il dato aggiornato sui foreign fighters collegati all'Italia
156 monitorati
+2 sul 2025
Dati al 30 giugno 2026
Sono saliti a 156 i foreign fighters collegati all'Italia e sottoposti a monitoraggio nell'ambito dell'attività antiterrorismo. È il dato aggiornato al 30 giugno 2026 contenuto nel bilancio del Viminale sulla sicurezza.
Il numero corregge una cifra circolata a lungo negli anni precedenti: i 138 foreign fighters “italiani” erano il dato comunicato dall'intelligence nel 2019. E anche la definizione “italiani” richiede una precisazione: non significa che tutti siano cittadini italiani.
Il dato più recente: 156 soggetti monitorati
Il quadro più aggiornato disponibile porta a 156 il numero dei foreign fighters inseriti nella lista del Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo.
Il dato è riferito al 30 giugno 2026 e registra un lieve aumento rispetto allo stesso quadro del 2025, quando i soggetti monitorati erano 154.
L'incremento è quindi limitato a due unità, pari a circa l'1,3%, ma conferma che il fenomeno continua a rientrare tra gli ambiti sottoposti all'attenzione delle strutture italiane di prevenzione e intelligence.
La categoria utilizzata negli anni dalle autorità comprende soggetti collegati a vario titolo al nostro Paese. Non significa quindi che tutti i nominativi presenti nell'elenco abbiano cittadinanza italiana.
Da dove arriva il vecchio numero di 138
Il dato dei 138 foreign fighters risale alla Relazione dell'intelligence relativa al 2018 e presentata nel febbraio 2019.
All'epoca venivano indicati 138 combattenti partiti verso Siria e Iraq e collegati a vario titolo all'Italia. Il numero era cresciuto rispetto ai 129 precedentemente censiti soprattutto grazie all'individuazione di casi risalenti agli anni precedenti.
Già allora le autorità precisavano che il gruppo comprendeva persone nate in Italia, cittadini italiani ma anche stranieri che avevano avuto rapporti di residenza, soggiorno o altri collegamenti con il nostro Paese.
La crescita negli anni
È il dato reso noto dall'intelligence italiana sui foreign fighters collegati a vario titolo al Paese.
Il numero aumenta con l'individuazione di ulteriori profili connessi ai teatri jihadisti.
L'intelligence continua a mantenere alta l'attenzione sui foreign fighters e sui possibili rientri.
La lista del Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo continua ad ampliarsi.
È il numero aggiornato dei foreign fighters presenti nella lista e sottoposti a monitoraggio.
Il monitoraggio non riguarda soltanto chi rientra dai teatri di guerra
Il fenomeno dei foreign fighters viene seguito all'interno di una strategia più ampia di prevenzione del terrorismo e della radicalizzazione.
L'attenzione riguarda non soltanto eventuali combattenti rientrati dai precedenti teatri jihadisti, ma anche soggetti radicalizzati, reti di supporto, propaganda online e possibili movimenti tra differenti Paesi.
Il controllo viene svolto attraverso la cooperazione tra Forze di polizia, intelligence e organismi di coordinamento nazionale e internazionale.
38 espulsioni per sicurezza dello Stato nel 2026
I dati del Viminale mostrano anche un aumento delle espulsioni per motivi di sicurezza dello Stato.
Nel primo semestre del 2026 sono state 38, contro le 21 registrate nello stesso periodo del 2025: un incremento dell'80,9%.
Dal 22 ottobre 2022 al 30 giugno 2026 risultano inoltre 254 soggetti considerati pericolosi rimpatriati, individuati nell'ambito della cooperazione tra le Forze di polizia e il comparto intelligence perché radicalizzati, estremisti o sospettati di collegamenti con il terrorismo.
Il dato dei foreign fighters collegati all'Italia è quindi passato dai 138 censiti nel 2019 ai 156 registrati nel 2026. Si tratta però di un elenco di soggetti collegati a vario titolo al nostro Paese e non di 156 cittadini italiani che oggi combattono all'estero.










