Una missione NATO al fianco orientale dell’Alleanza
La Baltic Air Policing è una missione permanente della NATO, attiva dal 2004, per garantire la sorveglianza e la difesa dello spazio aereo di Estonia, Lettonia e Lituania, Paesi che non dispongono di una propria componente da caccia. L’obiettivo è assicurare una Quick Reaction Alert (QRA): caccia in allerta pronti a decollare in pochi minuti per identificare, intercettare e, se necessario, scortare velivoli non autorizzati o potenzialmente minacciosi che si avvicinano ai cieli baltici. Dopo il turno francese, conclusosi il 1° agosto, l’Italia ha assunto la guida del nuovo mandato con la Task Force Air “Baltic Thunder III”, subentrando come Lead Nation e garantendo la sorveglianza continua dello spazio aereo dei tre Paesi baltici.
“Baltic Thunder III”: il nuovo mandato italiano
Alla fine di luglio 2026 l’Italia ha assunto la guida del nuovo turno della missione con la Task Force Air “Baltic Thunder III”, subentrando ai contingenti francese e romeno.
La cerimonia di avvicendamento si è svolta nella base aerea di Šiauliai, in Lituania, alla presenza dell’ambasciatore d’Italia Emanuele de Maigret e dei comandanti dei contingenti. Nei prossimi mesi, dalla stessa base, personale e velivoli dell’Aeronautica Militare garantiranno la sorveglianza continua dello spazio aereo dei tre Paesi baltici, assicurando capacità di intervento rapido a tutela del fianco orientale dell’Alleanza. La task force è equipaggiata con Eurofighter Typhoon (F‑2000) provenienti da diversi stormi dell’Aeronautica, tra cui il 36° Stormo di Gioia del Colle, il 4° Stormo di Grosseto, il 37° Stormo di Trapani e il 51° Stormo di Istrana.
Primo “scramble”: intercettazione sul Mar Baltico
Il 3 agosto 2026 due Eurofighter F‑2000 della “Baltic Thunder III” sono decollati da Šiauliai su ordine del Combined Air Operations Centre (CAOC) NATO di Uedem, in Germania, per intercettare due velivoli militari russi in volo nello spazio aereo internazionale sopra il Mar Baltico. Raggiunta l’area di intervento, gli equipaggi italiani hanno identificato e affiancato i velivoli, applicando le procedure standard dell’Alleanza per questo tipo di missioni. Le fotografie diffuse dalla NATO mostrano uno degli aeromobili intercettati: un Sukhoi Su‑24M “Fencer” dell’Aviazione navale russa, con numero tattico “02” e matricola RF‑90917. L’evento è stato definito il primo “scramble” del contingente italiano dall’avvio dell’attuale mandato in Lituania e ha confermato la piena prontezza operativa della task force.
Da “Air Policing” a “Air Defence”: il nuovo ruolo NATO
Nel luglio 2026 la NATO ha annunciato l’upgrade della Baltic Air Policing da semplice missione di polizia aerea a una configurazione più ampia di difesa aerea, con un mandato esteso per i piloti. Questa evoluzione riflette la crescente tensione nell’area baltica e la necessità di rafforzare la deterrenza sul fianco orientale dell’Alleanza, in risposta alle attività aeree russe e alla situazione di sicurezza regionale. Il dispiegamento italiano segna il passaggio dalla tradizionale missione di Air Policing a un ruolo più ampio di Air Defence, nell’ambito del quadro integrato di difesa aerea e antimissile (IAMD) della NATO.
L’impegno italiano nel Baltico: numeri e continuità
L’Italia è la nazione che, dal 2015, ha maggiormente contribuito alla Baltic Air Policing, con numerosi dispiegamenti alternati tra Šiauliai (Lituania) e Ämari (Estonia), oltre ad altre missioni di Air Policing in Islanda, Albania, Montenegro, Polonia e altri Paesi del fianco est NATO. In alcune rotazioni, la componente italiana è stata affiancata da contingenti alleati (ad es. Germania) e integrata da sistemi terrestri di difesa aerea, come i SAMP/T dell’Esercito, impiegati in teatri collegati alla difesa aerea del Baltico. Secondo analisi recenti, l’impegno militare italiano sul fianco est della NATO coinvolge oltre 3.000 uomini, con una ventina di aerei e più di un migliaio di veicoli, coordinati dal Comando operativo di vertice interforze (COVI)









