Il rinnovo contrattuale 2025-2027 del personale militare non offre risposte adeguate sul piano economico e previdenziale. Gli aumenti annunciati risultano infatti molto più contenuti nelle buste paga rispetto alle cifre lorde presentate pubblicamente, mentre inflazione e costo della vita continuano a ridurre il potere d’acquisto.
È su queste basi che USAMI Aeronautica ha deciso di non sottoscrivere l’accordo, tornando a spiegare le ragioni della propria posizione.
L’aumento reale vale circa un caffè al giorno
Al netto delle cifre complessive annunciate, l’incremento concretamente percepito dal personale si traduce in una somma quotidiana paragonabile al costo di un caffè al giorno. Un aumento che non compensa la crescita dei prezzi, delle spese familiari e dei costi sostenuti quotidianamente dal personale delle Forze Armate.
I 200 euro non appartengono al solo contratto 2025-2027
L’aumento complessivo di circa 200 euro richiamato dal Governo non deriva esclusivamente dall’attuale rinnovo, ma dalla somma degli incrementi maturati attraverso diverse tornate contrattuali.
La cifra deve inoltre essere valutata tenendo conto dei ritardi con cui vengono generalmente conclusi i rinnovi. Il rischio è che questi aumenti restino l’unica copertura economica del personale per un periodo molto più lungo rispetto alla durata formale del contratto. Nel frattempo, l’inflazione continua a erodere il valore reale degli stipendi, rendendo gli incrementi insufficienti a recuperare la perdita di potere d’acquisto accumulata negli ultimi anni.
Previdenza militare ancora senza risposte concrete
Resta irrisolta anche la questione della previdenza dedicata al personale militare. Non bastano annunci o promesse di nuovi tavoli di confronto. Servono risorse finanziarie, tempi definiti e garanzie concrete, affinché il personale possa contare su una tutela previdenziale reale. È questo uno dei principali punti contestati da USAMI Aeronautica, che chiede perché sia stato sottoscritto un contratto privo di risposte sufficienti su stipendi, inflazione e previdenza.
Nove associazioni militari su quattordici non hanno firmato
La mancata firma di USAMI Aeronautica non rappresenta una posizione isolata. Nove associazioni sindacali militari su quattordici non hanno sottoscritto il rinnovo.
Un dato che evidenzia la distanza tra il contenuto dell’accordo e le aspettative della maggioranza delle rappresentanze sindacali delle Forze Armate.
Il contratto è stato comunque approvato grazie alle firme raccolte complessivamente nell’intero comparto, con il contributo determinante delle organizzazioni delle Forze di polizia a ordinamento civile.
Il personale militare chiede risposte
La richiesta rivolta alla politica e alle sigle firmatarie è chiara: spiegare le ragioni della firma e chiarire se siano state valutate fino in fondo le conseguenze economiche per il personale. I militari non hanno bisogno di cifre presentate soltanto nel loro valore lordo, ma di aumenti realmente adeguati, tutela del potere d’acquisto e certezze previdenziali sostenute da risorse concrete.
Fonte dell’articolo:








