Presentato a Palermo, il primo rapporto mondiale dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro il crimine organizzato offre un quadro allarmante: dal 2000, le organizzazioni criminali sono responsabili di una media di 95mila omicidi all’anno. Questo dato, paragonabile alle vittime dei conflitti armati, sottolinea l’influenza pervasiva delle mafie a livello globale. Le organizzazioni criminali transnazionali operano in almeno 190 Paesi, minando la sicurezza interna attraverso corruzione e infiltrazione nelle istituzioni. Il documento evidenzia come le mafie sfruttino guerre e instabilità, alimentando economie di guerra e traffici illeciti in aree di conflitto. I proventi delle attività mafiose non solo prolungano i conflitti esistenti, ma possono anche innescare nuove violenze, rendendo sempre più sfumato il confine tra criminalità organizzata e attori armati non statali. Particolarmente vulnerabili risultano i Paesi con guerre civili o scontri prolungati, dove lo Stato di diritto è debole e i sistemi di sicurezza frammentati. Resta da vedere come la comunità internazionale risponderà a questa minaccia crescente.
Delitto di Garlasco, emerge il contenuto dell’esposto di Stefania Cappa: i nomi citati e la replica di De Rensis
IN SINTESI Cosa emerge dall'esposto 24 pagine 22 aprile 2026 3 nomi citati +1 Il 24 agosto è stato mostrato...










