Un intervento della Banca centrale europea per sostenere la Francia sui mercati finanziari appare ancora lontano. È questa la valutazione espressa da Mario Draghi, ex presidente della BCE ed ex presidente del Consiglio italiano, intervenuto il 15 ottobre 2026 al New Economy Forum di Nuova Delhi.
Intervistato da Bloomberg, Draghi ha spiegato che la soglia per attivare gli strumenti straordinari della BCE è molto alta, soprattutto nell’attuale contesto economico, caratterizzato da un’inflazione elevata e da tassi d’interesse in aumento.
Draghi ha ricordato che durante la precedente crisi del debito europeo l’inflazione era vicina allo zero, mentre oggi è elevata e in crescita. La priorità della BCE rimane quindi la stabilità dei prezzi.
Perché la situazione francese preoccupa i mercati
La Francia affronta una fase delicata per i propri conti pubblici. Debito elevato, deficit e instabilità politica hanno aumentato le preoccupazioni degli investitori, facendo crescere il rendimento richiesto per acquistare titoli di Stato francesi.
L’aumento dei rendimenti rende più costoso finanziare il debito pubblico e può aggravare le difficoltà di bilancio. Draghi ha indicato nella definizione di un percorso credibile di risanamento fiscale nel medio periodo la strada più appropriata per ristabilire la fiducia.
La BCE può intervenire, ma a condizioni precise
La BCE dispone del Transmission Protection Instrument (TPI), introdotto nel 2022 per contrastare dinamiche disordinate e ingiustificate sui mercati obbligazionari che rischiano di compromettere la trasmissione della politica monetaria nell’Eurozona.
Lo strumento può consentire acquisti di titoli pubblici sul mercato secondario, ma la sua attivazione richiede una valutazione della situazione finanziaria, della sostenibilità del debito e delle politiche economiche del Paese interessato.
Nessuna nuova crisi dell’euro, secondo Draghi
L’ex presidente della BCE ha comunque invitato a distinguere la situazione attuale dalla crisi del debito sovrano affrontata dall’Europa nel decennio scorso. A suo giudizio, l’Eurozona è ancora molto lontana da uno scenario di crisi sistemica.
Un ulteriore elemento di difficoltà è rappresentato dal dibattito politico interno francese: Draghi ritiene che il coinvolgimento della BCE nelle controversie nazionali renderebbe ancora più complessa un’eventuale decisione di intervento.
Anche l’attuale presidente della BCE, Christine Lagarde, ha ribadito il 14 ottobre che la risposta ai problemi di bilancio francesi deve arrivare anzitutto dalla Francia stessa, attraverso scelte di politica fiscale.
Bloomberg — Le dichiarazioni di Mario Draghi ↗
Intervista del 15 ottobre 2026 al New Economy Forum.









