Circa 250 militari, dieci giorni di addestramento e un impiego integrato di artiglieria, mortai e droni. Sono questi gli elementi principali dell’esercitazione “Dardo d’Argento”, condotta dall’Esercito Italiano dal 19 al 29 ottobre 2026 presso il poligono del Monte Bivera, in ambiente montano.
L’attività ha coinvolto diversi reparti delle Truppe Alpine, con l’obiettivo di consolidare le capacità dell’artiglieria, migliorare il coordinamento tra le unità e verificare tecniche, tattiche e procedure in condizioni caratterizzate dalle particolarità del territorio montano.
Accanto ai sistemi d’arma tradizionali, un ruolo significativo è stato riservato alle tecnologie per l’osservazione e il supporto al targeting, attraverso l’impiego di aeromobili a pilotaggio remoto e sensori termici.
Obici da 105/14 e mortai da 120 mm: l’addestramento a fuoco
Durante l’esercitazione, il 3° e il 1° Reggimento Artiglieria da montagna si sono alternati nell’impiego degli obici da 105/14 e dei mortai Thomson da 120 millimetri.
Le attività hanno permesso ai reparti di consolidare le competenze tecniche e le procedure di utilizzo dei sistemi d’arma, operando in un contesto nel quale le caratteristiche del terreno richiedono un’elevata capacità di adattamento e coordinamento.
Il 3° Reggimento Alpini ha invece operato con i mortai da 120 millimetri secondo le modalità proprie della fanteria, contribuendo anche all’addestramento notturno attraverso l’esecuzione di tiri illuminanti contemporaneamente alle attività di fuoco dell’artiglieria.
Droni Radon-X e camere termiche: la componente tecnologica
Uno degli aspetti più rilevanti di “Dardo d’Argento” è stato l’impiego di sistemi a pilotaggio remoto a supporto delle attività di osservazione e targeting.
Il 3° Reggimento Artiglieria da montagna ha utilizzato i droni Radon-X già in dotazione, mentre il 3° Reggimento Supporto Targeting “Bondone” ha impiegato il DJI Matrice 4TD, fornendo supporto attraverso una camera termica.
Secondo l’Esercito, l’utilizzo di queste tecnologie ha consentito di approfondire le rispettive potenzialità e di verificare il contributo dei sensori alla raccolta delle informazioni, in sinergia con le attività delle unità di artiglieria.
L’addestramento ha quindi unito capacità di fuoco, osservazione e coordinamento, evidenziando l’importanza dell’integrazione tra strumenti tradizionali e nuove tecnologie nei moderni scenari operativi.
La sfida della logistica: sostenere 250 militari in montagna
L’esercitazione ha rappresentato anche un’importante occasione per verificare le capacità di supporto logistico del 3° Reggimento Artiglieria da montagna.
La presenza di circa 250 militari per l’intera durata delle attività ha richiesto un’organizzazione articolata, a partire dal vettovagliamento, garantito attraverso l’attivazione di una mensa dedicata alla preparazione dei pasti per il personale partecipante.
A questo si sono aggiunti il supporto alla mobilità e la gestione delle altre esigenze logistiche, necessari per assicurare la continuità delle operazioni addestrative in un ambiente complesso.
L’addestramento congiunto delle Truppe Alpine
“Dardo d’Argento” si è conclusa con un’attività di verifica delle capacità dei reparti impegnati, riunendo artiglieria, fanteria alpina e supporto al targeting in un unico contesto addestrativo.
L’obiettivo principale è stato consolidare l’efficacia delle procedure e rafforzare la collaborazione tra le unità, sfruttando le peculiarità dell’ambiente montano per mettere alla prova preparazione, coordinamento e sostegno logistico.
Consulta il comunicato ufficiale con i dettagli delle attività a fuoco, dei reparti partecipanti, dell’impiego dei droni e le fotografie dell’esercitazione.
COMUNICATO E FOTOGRAFIE UFFICIALI ↗
Approfondimenti
Questa esercitazione ha rappresentato un’importante opportunità per testare e migliorare le capacità operative delle Truppe Alpine in un contesto montano complesso.
Innovazione tecnologica nell’esercitazione Dardo d’Argento
L’esercitazione Dardo d’Argento ha messo in luce l’importanza dell’integrazione tra tecnologie avanzate e sistemi d’arma tradizionali. L’uso di droni come i Radon-X e il DJI Matrice 4TD ha permesso di migliorare significativamente le operazioni di ricognizione e targeting. Questi sistemi a pilotaggio remoto hanno fornito un supporto essenziale nella raccolta di informazioni, consentendo un coordinamento più efficace tra i reparti. L’impiego di camere termiche ha ulteriormente potenziato le capacità di osservazione, dimostrando come l’innovazione tecnologica possa essere un alleato fondamentale nelle operazioni militari moderne.
Coordinamento e rapidità d’impiego
Un altro aspetto cruciale dell’esercitazione Dardo d’Argento è stato il focus sul coordinamento tra i vari reparti e la rapidità d’impiego delle risorse. L’ambiente montano del poligono di Monte Bivera ha offerto un terreno ideale per testare queste capacità, mettendo alla prova le tecniche e le tattiche delle Truppe Alpine. L’uso di obici da 105/14 e mortai Thomson da 120 millimetri ha richiesto un’elevata precisione e un coordinamento impeccabile, elementi fondamentali per operare efficacemente in condizioni meteorologiche variabili e su terreni complessi. Questo tipo di addestramento è essenziale per garantire che le forze armate siano pronte a rispondere rapidamente e con efficacia in situazioni reali.
Implicazioni future per le Truppe Alpine
L’esercitazione Dardo d’Argento non solo ha rafforzato le capacità operative attuali delle Truppe Alpine, ma ha anche fornito preziose indicazioni per il futuro. L’integrazione di nuove tecnologie e l’attenzione al coordinamento tra reparti suggeriscono un’evoluzione continua delle strategie militari. Le lezioni apprese durante questi dieci giorni di addestramento saranno fondamentali per sviluppare ulteriormente le capacità delle Truppe Alpine, assicurando che rimangano all’avanguardia nelle operazioni militari in ambienti montani. Questo tipo di esercitazioni rappresenta un passo cruciale verso una maggiore efficienza e prontezza operativa delle forze armate italiane.







