IN SINTESI
Artificieri dell'Esercito in azione a oltre 2.600 metri
3 ordigni bonificati
365 nel 2026
Ghiacciaio dei Forni+
Tre granate d'artiglieria della Prima guerra mondiale, rinvenute a oltre 2.600 metri sul Ghiacciaio dei Forni, sono state rimosse e neutralizzate dagli artificieri dell'Esercito Italiano. Un intervento particolare per quota e ambiente operativo, che porta in primo piano un'attività spesso poco visibile: dall'inizio del 2026 il solo 10° Reggimento Genio Guastatori ha già effettuato 100 bonifiche, con 365 ordigni rinvenuti.
Tre ordigni della Grande Guerra sul ghiacciaio
L'ultimo intervento è stato portato a termine dagli artificieri del 10° Reggimento Genio Guastatori della 132ª Brigata Corazzata “Ariete” sul Ghiacciaio dei Forni, nel territorio comunale di Valfurva, in provincia di Sondrio.
Gli ordigni erano stati individuati da alcuni escursionisti. Le successive verifiche hanno accertato che si trattava di tre granate d'artiglieria risalenti alla Prima guerra mondiale: due proietti calibro 75 millimetri e uno calibro 120 millimetri.
La posizione, a 2.683 metri di quota, ha reso l'intervento particolarmente delicato, anche per la presenza di escursionisti nell'area.
Trasportati e neutralizzati in un'area sicura
Una volta messi in sicurezza, gli ordigni sono stati trasportati in un'area individuata nelle vicinanze e successivamente neutralizzati secondo le procedure previste.
Alle operazioni hanno fornito supporto anche un assetto sanitario della Croce Rossa Italiana e il Nucleo Soccorso Alpino della Guardia di Finanza.
Cento interventi e 365 ordigni nel 2026
Il dato che dà la misura dell'attività svolta dagli specialisti del Genio arriva dal bilancio del reparto: dall'inizio del 2026 il 10° Reggimento Genio Guastatori ha effettuato 100 interventi di bonifica.
Nel corso di queste operazioni sono stati complessivamente rinvenuti 365 ordigni bellici.
Si tratta di residuati che, nonostante siano spesso rimasti nel terreno per decenni, devono continuare a essere considerati potenzialmente pericolosi e richiedono l'intervento di personale specializzato.
La bonifica degli ordigni è anche un'attività a tutela dei cittadini
Gli interventi rientrano nella cosiddetta bonifica occasionale del territorio da ordigni bellici inesplosi, una delle attività svolte dagli artificieri dell'Esercito a supporto della collettività.
I ritrovamenti possono avvenire durante lavori, scavi, escursioni o attività agricole e riguardare ordigni risalenti soprattutto ai due conflitti mondiali.
In presenza di un oggetto sospetto, la regola resta quella di non toccarlo, non spostarlo e segnalare immediatamente il ritrovamento alle autorità. La valutazione e la successiva neutralizzazione competono agli specialisti.
Dal ghiacciaio emerge ancora la storia della guerra
L'intervento sul Ghiacciaio dei Forni assume anche un significato particolare per il luogo del ritrovamento. Le montagne dell'arco alpino furono teatro di combattimenti durante la Prima guerra mondiale e ancora oggi possono restituire materiali e residuati di quel periodo.
In questo caso, però, il valore storico passa necessariamente in secondo piano rispetto alla sicurezza: tre ordigni ancora presenti in un'area frequentata da escursionisti hanno richiesto un'operazione specializzata a quasi 2.700 metri di quota.
365 ordigni e 100 interventi in otto mesi: dietro la bonifica delle tre granate sul Ghiacciaio dei Forni c'è un'attività continua degli artificieri dell'Esercito per mettere in sicurezza il territorio e proteggere la popolazione.









