La Francia ha vissuto un secondo fine settimana di grandi mobilitazioni contro il caro vita, le disuguaglianze economiche e le difficoltà del sistema scolastico. Sabato 24 ottobre 2026, centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza in numerose città, mentre il Governo ha disposto uno straordinario dispositivo di sicurezza.
Il bilancio iniziale, comunicato dal ministro dell’Interno Laurent Nuñez, parlava di quasi mille arresti. Nella giornata di domenica 25 ottobre, il Ministero ha aggiornato il dato a 1.314 persone arrestate, segnalando anche 53 agenti feriti durante gli scontri.
Nonostante gli episodi di violenza, gran parte delle manifestazioni si è svolta pacificamente. Gli incidenti più significativi sono avvenuti soprattutto al termine dei cortei, quando gruppi di persone si sono scontrati con le Forze dell’ordine.
Due bilanci differenti sulla partecipazione
Secondo il Ministero dell’Interno francese, alle manifestazioni hanno partecipato circa 410.000 persone distribuite in 289 cortei, di cui 110.000 nella sola Parigi.
Il sindacato CGT, tra le organizzazioni coinvolte nella mobilitazione, ha invece stimato una partecipazione di circa 800.000 persone a livello nazionale, con 250.000 presenze nella capitale.
Le manifestazioni chiedono maggiori investimenti nell’istruzione pubblica, migliori opportunità per i giovani lavoratori e misure contro l’aumento dei prezzi di energia, abitazioni e beni di prima necessità.
Parigi, scontri al termine del corteo
Nella capitale, il corteo principale si è svolto inizialmente senza gravi incidenti. Le tensioni sono aumentate verso la conclusione della manifestazione, quando gruppi di persone con il volto coperto hanno lanciato oggetti e fuochi pirotecnici contro la Polizia.
Gli agenti sono intervenuti utilizzando gas lacrimogeni e idranti per disperdere i gruppi coinvolti negli scontri.
Incidenti sono stati segnalati anche a Marsiglia, Lione, Bordeaux e in altre città, con barricate, lanci di oggetti e danneggiamenti.
Il maxi-dispositivo della Polizia francese
Per il secondo fine settimana di proteste, il Governo ha mobilitato circa 70.000 poliziotti e gendarmi in tutta la Francia, aumentando significativamente il dispositivo rispetto al 17 ottobre.
L’obiettivo era evitare il ripetersi dei saccheggi e delle devastazioni che avevano interessato numerose attività commerciali durante il primo fine settimana di mobilitazioni.
Nel bilancio aggiornato del 25 ottobre, le autorità hanno segnalato 75 incendi e 24 negozi saccheggiati. Il ministro Nuñez ha sostenuto che l’operazione di sicurezza ha contribuito a contenere le violenze rispetto alla settimana precedente.
I sindacati di Polizia hanno tuttavia richiamato l’attenzione sulla difficoltà di sostenere a lungo un impiego così elevato di personale per il controllo dell’ordine pubblico.
Macron sotto pressione: le proteste non si fermano
La nuova mobilitazione aumenta la pressione politica sul presidente Emmanuel Macron, mentre la Francia affronta una situazione economica e finanziaria complessa, caratterizzata da difficoltà di bilancio e richieste di maggiori investimenti nei servizi pubblici.
Il Governo ha avviato contatti con sindacati e rappresentanti degli studenti per cercare una soluzione, ma le organizzazioni promotrici ritengono insufficienti le misure prospettate.
Sono già state annunciate ulteriori mobilitazioni per i prossimi giorni, mentre rimane aperto il confronto sull’equilibrio tra sicurezza pubblica, diritto di manifestare e risposte alle difficoltà economiche della popolazione.








