All’audizione al Congresso del 21 luglio 2026 il Pentagono ha quantificato in 37,5 miliardi di dollari il costo sostenuto finora nel conflitto con l’Iran, iniziato il 28 febbraio 2026 per la questione nucleare e poi degenerato in raid aerei e scontri nello Stretto di Hormuz. Il Dipartimento della Difesa ha chiesto un supplemento d’emergenza da 67,1 miliardi, di cui circa 32,7 destinati alle operazioni in corso. Il bilancio umano è pesante: 18 caduti statunitensi, oltre 440 feriti e almeno 14 marittimi mercantili morti negli attacchi nello Stretto. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha definito la richiesta necessaria per “esigenze immediate” e per la modernizzazione militare, ma i senatori democratici hanno mostrato forte scetticismo: la senatrice Patty Murray ha avvertito che la commissione non firmerà “un assegno in bianco”, ricordando gli oltre 1.000 miliardi già stanziati. Per l’Italia il tema è caldissimo: Hormuz è nervo scoperto per traffici energetici e navali, con effetti su assicurazioni, sicurezza delle rotte e ruolo delle missioni navali europee nel Mediterraneo allargato.
Guerra USA-Iran, undicesima notte di raid: quasi mille obiettivi colpiti, quattro soldati americani uccisi in Giordania
La guerra tra Stati Uniti e Iran entra nella sua fase più intensa. Nella notte del 22 luglio 2026 il...









