Boschi, macchia mediterranea e aree vicine ai centri abitati: la lunga estate di fuoco del Mezzogiorno ha richiesto uno sforzo straordinario dei soccorsi. Oltre ai Vigili del Fuoco, impegnati con migliaia di interventi tra Sicilia e Calabria, anche le Forze Armate hanno messo a disposizione i propri assetti. Tra questi, l’Aeronautica Militare partecipa alla campagna con elicotteri e personale specializzato.
Il concorso delle Forze Armate
Quando le fiamme superano la capacità di risposta ordinaria, il Dipartimento della Protezione Civile può chiedere il concorso della Difesa. È un meccanismo consolidato: i mezzi militari non sostituiscono la flotta dello Stato dedicata all’antincendio, ma la integrano nelle situazioni più impegnative, in particolare dove il terreno impervio rende difficile l’azione delle squadre a terra.
Il ruolo degli elicotteri
Gli elicotteri dell’Aeronautica Militare, dotati di benne per il trasporto dell’acqua, effettuano lanci mirati sui fronti del fuoco e sulle aree difficili da raggiungere via terra. Gli equipaggi operano in stretto coordinamento con le sale operative regionali e con i direttori delle operazioni di spegnimento, che indicano le priorità di intervento. La stessa organizzazione consente, quando serve, di trasferire rapidamente uomini e materiali.
Un’estate ad alta pressione
La stagione 2026 si è rivelata particolarmente dura per il Sud, con roghi diffusi, evacuazioni e forte impegno di uomini e mezzi. La richiesta di un maggiore intervento dello Stato, avanzata anche da associazioni ambientaliste, ha riportato l’attenzione sul contributo delle Forze Armate alla protezione del territorio, una funzione che affianca i compiti di difesa in senso stretto.
Con le alte temperature e il vento previsti ancora nei prossimi giorni, il dispositivo resta attivo. Le amministrazioni coinvolte proseguono nel monitoraggio delle aree già percorse dal fuoco, per prevenire nuove riprese e mettere in sicurezza le zone vicine alle abitazioni.









