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Home Forze Armate Missioni

Italia nel Golfo, rafforzato il dispositivo tra Arabia Saudita e rotte marittime: cosa fanno i militari italiani

Ufficio Stampa by Ufficio Stampa
Agosto 29, 2026
in Missioni
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soldati-italiani-arabia-saudita.jpgu_
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Crediti immagine: immagine non di proprietà della redazione. Fonte: secoloditalia.it. Utilizzo nel rispetto dei termini della fonte/licenza.
IN SINTESI Cosa sta facendo l'Italia nel Golfo
Arabia Saudita Eurofighter + CAEW Presenza navale
1
Nel 2026 l'Italia ha rimodulato la propria presenza militare nel Golfo, concentrando una parte importante degli assetti in Arabia Saudita.
2
Il dispositivo comprende componenti dell'Aeronautica Militare e dell'Esercito, inserite nel più ampio impegno italiano in Medio Oriente.
3
Tra gli assetti aerei figurano Eurofighter F-2000A, un E-550A CAEW e capacità di trasporto tattico.
4
La componente italiana è destinata anche a supportare la sicurezza e le capacità difensive di Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein.
5
Sul mare l'Italia continua a operare tra Mar Rosso, Golfo di Aden, Oceano Indiano e Golfo Persico attraverso più operazioni internazionali.
In breve: la presenza italiana nel Golfo non è una singola missione isolata, ma un dispositivo multidominio che integra capacità terrestri, aeree e navali.
DIFESA • MEDIO ORIENTE

L'Italia mantiene nel 2026 un dispositivo militare articolato nel Golfo e nella penisola arabica, con assetti terrestri, aerei e navali destinati alla sicurezza del personale italiano, alla cooperazione con i Paesi partner e alla protezione di uno dei quadranti strategicamente più delicati al mondo.

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La presenza è stata progressivamente rimodulata nel corso dell'anno in risposta al deterioramento dello scenario regionale. Una parte significativa degli assetti è stata concentrata in Arabia Saudita, mentre sul mare la Marina Militare continua a contribuire alla sicurezza delle rotte tra Mar Rosso, Golfo di Aden, Oceano Indiano e Golfo Persico.

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3 domini capacità terrestri, aeree e navali integrate nel dispositivo italiano
4 F-2000A Eurofighter indicati nel dispositivo aereo schierato nell'area
Golfo area strategica per sicurezza regionale, energia e libertà di navigazione

Perché l'Italia ha rafforzato la presenza in Arabia Saudita

La configurazione attuale deriva soprattutto dalla necessità di adattare rapidamente la postura italiana all'aumento dell'instabilità in Medio Oriente.

Già nei primi mesi del 2026 la Difesa aveva avviato una rimodulazione del personale presente in Kuwait, Qatar e Bahrein, trasferendo o riducendo alcune componenti e concentrando parte del dispositivo in località ritenute più idonee sotto il profilo della sicurezza e della continuità operativa.

Dalla seconda metà di marzo è stato quindi strutturato un dispositivo con una componente dell'Aeronautica Militare e una componente terrestre, inserito nel più ampio sistema italiano di presenza e supporto nel quadrante mediorientale.

Eurofighter, radar volante e trasporto tattico

La componente aerea rappresenta uno degli elementi più significativi dello schieramento.

DIFESA AEREA Eurofighter F-2000A Quattro velivoli destinati a concorrere alle attività di sorveglianza e protezione dello spazio aereo.
SORVEGLIANZA E-550A CAEW Velivolo per comando, controllo e sorveglianza aerea, capace di individuare e tracciare potenziali minacce.
MOBILITÀ C-130J Assetto utilizzabile per trasporto tattico, collegamenti logistici e supporto alle esigenze operative regionali.
TERRA Componente dell'Esercito Personale e capacità terrestri affiancano il dispositivo aereo nella postura italiana nella penisola arabica.

Il dispositivo consente quindi di combinare sorveglianza, allerta, difesa aerea, mobilità e supporto logistico, capacità particolarmente importanti in uno scenario caratterizzato dalla proliferazione di droni, missili e altre minacce aeree.

Cosa significa “supporto”La presenza italiana non deve essere interpretata automaticamente come partecipazione italiana a operazioni offensive condotte dai Paesi ospitanti. Il dispositivo rientra nel quadro della cooperazione militare, della sicurezza regionale, della protezione degli assetti e del rafforzamento delle capacità difensive dei partner. Ogni eventuale modifica dei compiti operativi deve avvenire nel quadro delle autorizzazioni italiane.

Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein

Il dispositivo aereo italiano è stato organizzato anche per concorrere al supporto delle Forze Armate e di sicurezza di Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein, Paesi con i quali l'Italia intrattiene rapporti di cooperazione nel settore della Difesa.

La collocazione degli assetti deve essere letta nel contesto più ampio dell'impegno italiano in Iraq e Medio Oriente, che nel 2026 è stato ulteriormente riorganizzato per garantire continuità alle missioni esistenti e capacità di intervento in caso di aggravamento della situazione regionale.

La penisola arabica rappresenta infatti un punto di appoggio strategico sia per le operazioni nell'area sia per le attività logistiche verso Iraq, Corno d'Africa e Oceano Indiano.

Non solo Arabia Saudita: la presenza italiana sul mare

IL FRONTE MARITTIMO

Parallelamente agli assetti terrestri e aerei, la Marina Militare continua a essere presente in un'area che comprende Mar Rosso, Golfo di Aden, Oceano Indiano nord-occidentale e Golfo Persico.

L'obiettivo principale è contribuire alla libertà di navigazione, alla sicurezza delle rotte commerciali, alla sorveglianza marittima e alla protezione del traffico mercantile.

È però più corretto non parlare di un'unica “Task Force navale italiana nel Golfo”. La presenza marittima viene infatti articolata attraverso diverse operazioni multinazionali e dell'Unione europea, ciascuna con un proprio mandato.

EUNAVFOR ASPIDES Protezione della libertà di navigazione e del traffico mercantile nell'area del Mar Rosso e del Golfo di Aden.
EUNAVFOR ATALANTA Sicurezza marittima e contrasto alla pirateria nell'Oceano Indiano e nel Golfo di Aden.
Combined Maritime Forces Cooperazione multinazionale per la sicurezza delle acque del Medio Oriente, compreso il Golfo Persico.

Nel corso del 2026 la Marina italiana ha assunto anche incarichi di comando particolarmente rilevanti. La presenza nazionale ha interessato contemporaneamente operazioni europee come ASPIDES e ATALANTA, evidenziando il peso assunto dall'Italia nella sicurezza marittima del Mediterraneo allargato.

Perché il Golfo è strategico per l'Italia

Il valore del dispositivo non riguarda soltanto gli equilibri militari regionali.

Il Golfo Persico, il Mar Rosso e il Golfo di Aden costituiscono alcuni dei passaggi più importanti per il commercio mondiale e per i flussi energetici diretti verso l'Europa. Un deterioramento della sicurezza può avere conseguenze immediate su traffico mercantile, tempi di navigazione, costi assicurativi, approvvigionamenti energetici e catene logistiche.

Lo stretto di Bab el-Mandeb, in particolare, rappresenta uno dei principali colli di bottiglia marittimi internazionali e collega il Mar Rosso con il Golfo di Aden e l'Oceano Indiano.

La presenza italiana ha quindi una doppia funzione: contribuire alla stabilità militare dell'area e proteggere indirettamente interessi economici e strategici nazionali.

Come è cambiato il dispositivo nel 2026

INIZIO 2026 Presenza italiana distribuita nel Golfo Personale e assetti italiani risultano presenti in diversi Paesi della regione nell'ambito delle missioni in Medio Oriente.
MARZO 2026 Rimodulazione del dispositivo L'aggravarsi dello scenario di sicurezza porta alla riduzione o al trasferimento di parte del personale da Kuwait, Qatar e Bahrein.
DA METÀ MARZO Rafforzamento in Arabia Saudita Viene strutturata una presenza più consistente con componenti aeree e terrestri.
ESTATE 2026 Presenza multidominio L'Italia mantiene capacità terrestri e aeree nella penisola arabica e continua parallelamente le operazioni navali nel Mar Rosso e nell'Oceano Indiano.

Un dispositivo che può cambiare rapidamente

La caratteristica principale dello schieramento italiano nel Golfo è la flessibilità. Uomini e mezzi possono essere ridistribuiti in funzione dell'evoluzione delle minacce, della sicurezza delle basi e delle esigenze delle missioni internazionali.

La situazione regionale resta infatti estremamente dinamica. Il dispositivo italiano viene quindi mantenuto in una configurazione capace di garantire protezione al personale, continuità logistica, sorveglianza aerea e presenza marittima senza vincolare gli assetti a una sola funzione.

È questo il dato più significativo: nel 2026 l'Italia non mantiene nel Golfo soltanto un contingente, ma una presenza militare integrata tra terra, cielo e mare, collegata al più ampio sistema di sicurezza del Medio Oriente e del Mediterraneo allargato.

QUADRO OPERATIVO • AGOSTO 2026La presenza italiana nell'area resta articolata su più livelli. In Arabia Saudita sono concentrati importanti assetti terrestri e aerei, mentre sul mare prosegue il contributo nazionale alle operazioni di sicurezza tra Mar Rosso, Golfo di Aden, Oceano Indiano e Golfo Persico. La composizione del dispositivo può essere ulteriormente rimodulata in funzione dell'evoluzione dello scenario regionale.
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