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Home Forze Armate Marina

Marina Militare, contratto da 3,7 miliardi per i nuovi DDX: due super cacciatorpediniere, tecnologia e filiera italiana al centro

Ufficio Stampa by Ufficio Stampa
Settembre 26, 2026
in Marina
0
ANdrea-Doria-cacciatorpediniere
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Crediti immagine: immagine non di proprietà della redazione. Fonte: shippingitaly.it. Utilizzo nel rispetto dei termini della fonte/licenza.
IN SINTESI Il nuovo programma navale della Marina Militare
3,7 miliardi 2 DDX Consegne 2033-2035
1
Orizzonte Sistemi Navali, joint venture tra Fincantieri al 51% e Leonardo al 49%, ha firmato con OCCAR il contratto per il programma dei nuovi cacciatorpediniere DDX della Marina Militare.
2
Il valore complessivo del programma è di circa 3,7 miliardi di euro, dei quali circa 1,3 miliardi in opzione.
3
OCCAR precisa che l'ordine fermo riguarda la prima unità, mentre la seconda è prevista attraverso un'opzione contrattuale.
4
I DDX saranno unità da circa 180 metri e 13.500 tonnellate, progettate per la difesa aerea e antimissile anche contro minacce balistiche e ipersoniche.
5
La prima nave è prevista nel 2033 e la seconda, in caso di esercizio dell'opzione, nel 2035. La filiera industriale sarà in larga parte italiana, con Fincantieri e Leonardo protagoniste del programma.
In breve: il programma DDX avvia uno dei maggiori investimenti navali italiani degli ultimi anni, con una forte ricaduta sulla cantieristica, sull'elettronica per la difesa e sulle competenze tecnologiche nazionali.
MARINA MILITARE • DDX • INDUSTRIA ITALIANA

Prende ufficialmente il via uno dei programmi più importanti per il futuro della componente di superficie della Marina Militare.

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Il 24 settembre 2026 Orizzonte Sistemi Navali ha firmato con OCCAR, per conto dell'Italia, il contratto per lo sviluppo e la realizzazione dei nuovi cacciatorpediniere DDX di nuova generazione.

Il valore complessivo indicato da Fincantieri è di circa 3,7 miliardi di euro, dei quali circa 1,3 miliardi rappresentati da opzioni, con una filiera industriale fortemente concentrata sulle principali realtà italiane della cantieristica e dell'elettronica per la difesa.

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3,7 MLD €
Valore complessivo del programma, incluse circa 1,3 miliardi di opzioni.
180 M
La lunghezza prevista per ciascun nuovo cacciatorpediniere.
13.500 T
Il dislocamento indicato per le nuove unità DDX.
2033
La consegna prevista della prima unità alla Marina Militare.

Firmato il contratto con OCCAR

LA SPEZIA • 24 SETTEMBRE 2026
Parte ufficialmente il programma DDX

OCCAR, agendo per conto dell'Italia, ha firmato con Orizzonte Sistemi Navali S.p.A. il contratto per lo sviluppo, la produzione e il supporto iniziale in servizio dei cacciatorpediniere di nuova generazione destinati alla Marina Militare.

Il programma comprende progettazione, produzione, studi logistici e Initial In Service Support delle nuove unità.

La formulazione contrattuale comunicata da OCCAR prevede l'acquisizione della prima nave DDX e un'opzione per la seconda unità.

Fincantieri presenta il valore complessivo del programma in circa 3,7 miliardi di euro, dei quali circa 1,3 miliardi legati alle opzioni.

La distinzione è importante: il programma industriale è strutturato su due unità, ma una quota significativa del valore complessivo è subordinata all'esercizio delle opzioni previste dal contratto.

Fincantieri e Leonardo al centro del programma

Il contraente principale è Orizzonte Sistemi Navali, società partecipata al 51% da Fincantieri e al 49% da Leonardo.

Nelle prossime settimane OSN dovrà stipulare i contratti di subfornitura con i due gruppi industriali.

Fincantieri
circa 1,8 miliardi €
Il valore previsto comprende circa 800 milioni di euro in opzione. Fincantieri sarà il system integrator della piattaforma navale e guiderà progettazione, ingegneria e costruzione.
Leonardo
circa 1,7 miliardi €
Il valore previsto comprende circa 480 milioni di euro in opzione. Leonardo sarà responsabile dello sviluppo e dell'integrazione del sistema di combattimento.

La portata economica del programma non si limita quindi alla costruzione degli scafi: cantieristica, elettronica, radar, sistemi di comando e controllo, missilistica, software, supporto logistico e digitalizzazione coinvolgeranno una filiera tecnologica nazionale molto più ampia.

Due unità da 13.500 tonnellate

LA NUOVA PIATTAFORMA
Un cacciatorpediniere di dimensioni superiori alle unità oggi in servizio

I nuovi DDX saranno lunghi circa 180 metri e avranno un dislocamento nell'ordine delle 13.500 tonnellate.

L'autonomia dichiarata è di circa 4.000 miglia nautiche, mentre l'equipaggio previsto sarà composto da circa 251 persone.

Dimensioni e capacità collocano il progetto tra le principali unità combattenti di superficie europee di nuova generazione.

180 m
Lunghezza
13.500 t
Dislocamento
4.000 nm
Autonomia
251
Equipaggio previsto

La missione principale: difendere la flotta da missili e minacce ipersoniche

Il salto generazionale riguarda soprattutto il sistema di combattimento.

INTEGRATED AIR & MISSILE DEFENCE
Difesa contro minacce aeree, balistiche e ipersoniche

Fincantieri indica per i DDX una nuova capacità di Integrated Air & Missile Defence — IAMD, concepita per contrastare un ampio spettro di minacce missilistiche.

Il sistema sarà basato sul nuovo SADOC 5 C5I, su un radar AESA completamente digitale in banda S ad elevata potenza e sui sistemi missilistici sviluppati da MBDA.

L'obiettivo è garantire alla Marina una capacità avanzata di difesa della formazione navale anche contro minacce balistiche e ipersoniche.

01
SADOC 5
Sistema di comando, controllo e gestione del combattimento di nuova generazione sviluppato nell'ecosistema tecnologico Leonardo.
02
Radar AESA
Radar a quattro facce planari fisse, completamente digitale e operante in banda S, destinato alla scoperta e al tracciamento delle minacce.
03
Sistemi MBDA
La componente missilistica sarà integrata nel nuovo sistema di combattimento per la difesa della nave e della formazione navale.
04
Guerra elettronica
Il programma prevede anche una suite di guerra elettronica di nuova generazione sviluppata da ELT Group.

Una nave sempre più digitale

Il DDX non sarà soltanto una piattaforma più grande e maggiormente armata.

Uno degli elementi centrali del progetto è la digitalizzazione dell'intera unità, attraverso il concetto “Navis Sapiens” sviluppato da Fincantieri.

Sensori, sistemi di bordo e apparati della piattaforma produrranno e condivideranno continuamente dati destinati a supportare sia le decisioni operative sia la manutenzione e la gestione tecnica della nave.

L'architettura sarà inoltre aperta e scalabile, per consentire l'inserimento di nuove tecnologie durante la vita operativa e ridurre il rischio di obsolescenza.

Un'unità destinata a entrare in servizio negli anni Trenta dovrà rimanere operativamente valida per decenni. Per questo la capacità di aggiornare software, sensori, sistemi d'arma e capacità di calcolo diventa importante quanto le prestazioni iniziali della piattaforma.

Droni e sistemi unmanned integrati nelle operazioni

Le nuove unità saranno inoltre progettate per lavorare in modo integrato con sistemi unmanned.

Il progetto prevede capacità di gestione di droni di superficie e subacquei, ampliando la capacità della nave di sorvegliare vaste aree e di operare anche nel dominio underwater.

L'integrazione multidominio consentirà inoltre ai DDX di scambiare informazioni con altre unità navali, velivoli, piattaforme terrestri e sistemi alleati.

Nuove soluzioni anche per energia e gestione della piattaforma

Sul fronte navalmeccanico sono previste innovazioni che vanno oltre il sistema di combattimento.

Fincantieri ha indicato, tra le soluzioni allo studio, una sottorete elettrica in corrente continua con sistema di accumulo dell'energia, un nuovo sistema di stabilizzazione integrato con il governo della nave e ulteriori sviluppi digitali dello Ship Management System.

L'elevata disponibilità di energia diventa infatti un requisito fondamentale per alimentare radar, sensori, apparati elettronici e futuri sistemi d'arma ad alta richiesta energetica.

Quali navi sostituiranno i DDX?

Le comunicazioni ufficiali utilizzano formulazioni differenti

Nella comunicazione del 24 settembre, OCCAR indica espressamente i nuovi DDX come destinati a sostituire i cacciatorpediniere classe Durand de la Penne.

Le comunicazioni industriali collocano invece il programma nel più ampio rinnovamento della componente di difesa aerea e antimissile della Marina, oggi assicurata anche dai cacciatorpediniere della classe Orizzonte.

È quindi più corretto parlare di rinnovamento generazionale della componente cacciatorpediniere senza sovrapporre automaticamente le diverse classi attualmente presenti nella flotta.

Le consegne: prima nave nel 2033, seconda nel 2035

2026
Firma del contratto
OCCAR e Orizzonte Sistemi Navali avviano ufficialmente il programma DDX.
2033
Prima unità
È prevista la consegna del primo cacciatorpediniere di nuova generazione.
2035
Seconda unità
La consegna della seconda nave è prevista nel programma in caso di esercizio della relativa opzione.

Una commessa strategica anche per l'industria italiana

Il programma ha una portata che supera il semplice rinnovo della flotta.

Fincantieri definisce il DDX uno dei più rilevanti programmi navali avviati in Italia negli ultimi anni e sottolinea gli investimenti in competenze, tecnologie e filiera nazionale.

Leonardo evidenzia invece il ruolo delle nuove architetture digitali e multidominio e la capacità dell'industria nazionale di sviluppare tecnologie strategiche complesse.

La costruzione di due unità di queste dimensioni richiede infatti competenze distribuite tra cantieri navali, aziende elettroniche, software house, fornitori di apparati, sistemi missilistici e componentistica specializzata.

Con circa 1,8 miliardi di attività previste per Fincantieri e 1,7 miliardi per Leonardo, comprese le rispettive quote opzionali, il DDX rappresenta anche un programma industriale di lungo periodo capace di sostenere competenze e know-how strategici della filiera nazionale della Difesa.

Il salto tecnologico della Marina degli anni Trenta

La firma del contratto segna l'avvio di un programma destinato a incidere sull'assetto della Marina Militare per diversi decenni.

Missili balistici, sistemi ipersonici, droni, minacce subacquee e guerra elettronica stanno modificando profondamente le esigenze delle unità navali di prima linea.

I nuovi DDX vengono quindi progettati non soltanto come cacciatorpediniere tradizionali, ma come nodi di comando e difesa multidominio capaci di proteggere una formazione navale e condividere in tempo reale informazioni provenienti da piattaforme differenti.

Il primo vero banco di prova arriverà nel prossimo decennio, quando la prima unità dovrà passare dalla progettazione all'ingresso nella flotta operativa.

Fonti consultate per l'articolo
Fincantieri ↗
Comunicazione ufficiale sul valore del programma, quote Fincantieri-Leonardo, caratteristiche tecniche, sistemi di combattimento e consegne previste.
OCCAR ↗
Comunicazione ufficiale sulla firma del contratto, prima unità DDX, opzione per la seconda e obiettivi operativi del programma.
Orizzonte Sistemi Navali ↗
Approfondimento ufficiale sulle capacità delle nuove unità, integrazione tra piattaforma e sistema di combattimento e contributo della filiera italiana.
Rivista Italiana Difesa ↗
Approfondimento tecnico su SADOC 5, radar AESA in banda S, IAMD, sistemi MBDA e caratteristiche della piattaforma.
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