Roma, 10 Apr 2018 – (Pubblichiamo un estratto del seguente articolo da leggere nella sua completezza collegandosi al link indicato a fine paragrafo) – di David Rossi – Tutto comincia nel luglio 2010, non su un ponte sospeso sul nulla al confine tra le Potenze Occidentali e il nemico del “Secolo Breve”, la Russia, ma nelle asettiche salette dell’Aeroporto di Vienna1, quando le delegazioni di Washington e del Cremlino, allora “teleguidate” da Obama e Medvedev, si scambiarono, come ai vecchi tempi, due gruppi di “ospiti non graditi”, già arrestati come spie al servizio (quando non al soldo…) di un Paese straniero. Dieci a quattro: forse, il Cremlino era stato più bravo della CIA nell’infiltrare “cimici umane” negli Stati Uniti o forse era stato meno scaltro nel cercarne a casa propria, dato che se ne vide restituire tante di più. Restiamo a Vienna per leggere, a fine marzo 2018, la dichiarazione del cancelliere austriaco Sebastian Kurz, rilasciata a mezzo di Twitter all’indomani dell’espulsione di un centinaio di diplomatici russi da parte degli Stati europei, la quale, oltre a insistere sulla politica di neutralità austriaca, propone l’Austria come pontiere tra Est e Ovest. Si astiene dal cacciare le feluche senza ricorrere all’escamotage del richiamo per consultazioni dell’ambasciatore, come fatto – tra gli altri – dal Portogallo ma aderendo alla dichiarazione di solidarietà al Regno Unito sottoscritta dal Consiglio europeo. Da Vienna mi sposto a Berna. La Svizzera, negli stessi giorni, non fa nemmeno quello: si limita a dichiararsi pronta a reagire “al termine delle indagini condotte dall’Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche”2. Già, a quanto pare dalle parti di Berna si preferisce dare credito a un’analisi internazionale e indipendente del grave episodio di Salisbury. Intanto, il presidente della Duma di Stato russa è stato accolto con tutti gli onori…3. L’articolo completo prosegue qui >>> http://www.difesaonline.it/evidenza/punti-di-vista/non-ci-sono-pi%C3%B9-le-armi-chimiche-di-una-volta-la-pace-sospesa-tra-tragedia-e
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