Nel settembre 2026, l’Italia aveva già sollecitato un maggiore coinvolgimento europeo nell’operazione Aspides, avviata nel 2024 per proteggere le rotte commerciali nel Mar Rosso dagli attacchi degli Houthi yemeniti. La pressione di Roma mirava a evitare ritardi nel processo decisionale europeo, proponendo il dispiegamento di proprie unità navali.
Il 2 ottobre 2026, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha ribadito che i contributi promessi da alcuni Paesi europei restano insufficienti per garantire la sicurezza delle navi mercantili nello stretto di Bab el-Mandeb. Dopo un incontro a Roma con l’Alta rappresentante UE Kaja Kallas, Crosetto ha sottolineato la necessità di un maggiore impegno da parte degli alleati.
Attualmente, secondo fonti diplomatiche, operano sei navi da guerra nell’area, mentre Kallas aveva indicato la necessità di oltre dieci unità per un’efficace operazione. Crosetto ha confermato la disponibilità dell’Italia a impiegare proprie navi, a condizione che gli altri Paesi europei aumentino il loro contributo.
Approfondimenti
Questa situazione evidenzia la complessità delle dinamiche geopolitiche nel Mar Rosso e l’importanza di un coordinamento efficace tra i Paesi europei.
La posizione dell’Italia nell’operazione Aspides
L’Italia ha assunto un ruolo di primo piano nell’operazione Aspides, sottolineando la necessità di un maggiore impegno da parte dell’Unione Europea. Crosetto critica UE per la distribuzione iniqua dei costi e delle risorse, evidenziando come l’Italia sia pronta a contribuire con le proprie unità navali, ma solo se anche gli altri Stati membri aumentano il loro supporto. Questa posizione riflette la volontà di Roma di non essere l’unico Paese a sostenere il peso delle operazioni nel Mar Rosso, un’area strategica per il commercio globale.
Implicazioni per la sicurezza marittima
La critica di Crosetto alla UE si inserisce in un contesto più ampio di preoccupazioni per la sicurezza marittima. L’operazione Aspides è considerata fondamentale per garantire la libertà di navigazione in una regione minacciata dagli attacchi degli Houthi. La richiesta di Crosetto di un maggiore contributo europeo è motivata dalla necessità di rafforzare la presenza navale per proteggere efficacemente le rotte commerciali. La sicurezza nel Mar Rosso è cruciale non solo per l’Italia, ma per l’intera Europa, data l’importanza di queste rotte per l’economia globale.
Prospettive future per l’operazione Aspides
Guardando al futuro, la critica di Crosetto alla UE potrebbe portare a un ripensamento delle strategie di cooperazione europea nel Mar Rosso. Se l’Unione Europea risponderà positivamente alle sollecitazioni italiane, l’operazione Aspides potrebbe vedere un incremento delle risorse e delle unità navali coinvolte. Questo non solo migliorerebbe la sicurezza nella regione, ma rafforzerebbe anche la coesione tra i Paesi membri, dimostrando un impegno condiviso per affrontare le sfide globali. Tuttavia, resta da vedere come gli altri Stati membri risponderanno alle richieste di Crosetto e se si riuscirà a trovare un accordo che soddisfi tutte le parti coinvolte.









