IN SINTESI
Cosa propone la Lega sulle pensioni
Uscita a 64 anni
Manovra 2027
Misura ancora allo studio
Durigon rilancia l'uscita volontaria a 64 anni
A riportare il dossier previdenziale al centro della discussione è stato il sottosegretario al Lavoro e vice segretario della Lega Claudio Durigon, che ha annunciato lo studio di una nuova forma di flessibilità da inserire nella prossima legge di Bilancio.
L'obiettivo dichiarato è consentire al lavoratore di scegliere se andare in pensione a 64 anni, senza attendere il requisito ordinario della pensione di vecchiaia.
Durigon ha collegato la proposta anche ai cambiamenti del mercato del lavoro e all'impatto crescente dell'intelligenza artificiale nei processi produttivi, sostenendo che una maggiore flessibilità potrebbe favorire il ricambio generazionale nelle imprese.
Dal 2027 la pensione di vecchiaia sale a 67 anni e un mese
Il confronto nasce anche da un cambiamento già previsto dalla normativa vigente. Dal 1° gennaio 2027, per effetto dell'adeguamento dei requisiti pensionistici alla speranza di vita, la pensione di vecchiaia salirà per la generalità dei lavoratori da 67 anni a 67 anni e un mese.
Nel 2028 il requisito arriverà invece a 67 anni e tre mesi, salvo le categorie per le quali la normativa ha previsto specifiche esclusioni.
Una delle priorità della Lega è proprio quella di intervenire sugli effetti di questo aumento, introducendo un'alternativa che consenta a una parte dei lavoratori di anticipare volontariamente l'uscita.
Come potrebbe funzionare la nuova pensione a 64 anni
L'ipotesi attualmente allo studio prevede che l'assegno venga determinato con un calcolo interamente contributivo, cioè sulla base dei contributi effettivamente accumulati durante la vita lavorativa.
Questo significa che lasciare il lavoro prima potrebbe comportare, a seconda della storia contributiva individuale, un assegno inferiore rispetto a quello ottenibile continuando a lavorare fino all'età ordinaria.
Non sono però ancora stati stabiliti alcuni elementi fondamentali: quanti anni di contributi saranno necessari, quale sarà l'importo minimo della pensione richiesto e quali lavoratori potranno utilizzare il nuovo canale.
Una pensione a 64 anni esiste già, ma non per tutti
Il riferimento ai 64 anni può creare confusione perché nell'ordinamento previdenziale esiste già una forma di pensione anticipata contributiva.
Il canale riguarda i lavoratori soggetti al sistema contributivo e prevede, oltre al requisito anagrafico, un'anzianità contributiva minima e il raggiungimento di una determinata soglia dell'assegno pensionistico.
La proposta politica della Lega punta quindi a qualcosa di diverso: allargare la flessibilità in uscita anche rispetto agli strumenti già disponibili, rendendo i 64 anni una possibilità più ampia per chi vuole lasciare il lavoro prima dell'età di vecchiaia.
Il problema delle coperture
Il vero ostacolo sarà la sostenibilità finanziaria. Ogni nuovo canale di pensionamento anticipato produce infatti un costo per i conti previdenziali, soprattutto nei primi anni di applicazione.
Già il solo eventuale blocco dell'aumento dei requisiti pensionistici del 2027 avrebbe un costo superiore al miliardo di euro. Una nuova uscita generalizzata a 64 anni richiederebbe risorse aggiuntive, il cui ammontare dipenderà dai requisiti definitivi e dal numero dei potenziali beneficiari.
Matteo Salvini ha indicato anche il settore bancario tra le possibili fonti di nuove risorse, ma sul tema delle coperture non esiste ancora una soluzione condivisa all'interno della maggioranza.
Quota 41 resta più difficile
Nel dibattito previdenziale continua a comparire anche Quota 41, storica proposta della Lega che consentirebbe di lasciare il lavoro con 41 anni di contributi indipendentemente dall'età.
Al momento, però, questa strada appare più difficile proprio per il costo finanziario. Per questo il partito sembra concentrare maggiormente l'attenzione sul progetto della flessibilità a 64 anni.
Quando si saprà se la misura entrerà davvero in Manovra
Per ora nessun nuovo diritto alla pensione a 64 anni
La distinzione è quindi fondamentale: oggi non è stata approvata una nuova pensione generalizzata a 64 anni.
La Lega ha rilanciato una proposta che dovrà essere trasformata in un testo normativo, trovare le relative coperture e ottenere il via libera del Governo e del Parlamento.
Solo quando saranno definiti questi elementi sarà possibile stabilire con precisione chi potrà andare in pensione a 64 anni, con quanti contributi e con quale eventuale riduzione dell'assegno.
La novità, al momento, è il ritorno della flessibilità a 64 anni tra le priorità della Lega per la Manovra 2027. Non si tratta ancora di una riforma approvata: requisiti, costi e platea saranno il vero terreno del confronto dei prossimi mesi.






