Il prezzo del petrolio ha superato i 120 dollari al barile a causa delle tensioni nel Golfo Persico legate al conflitto con l’Iran. I pozzi petroliferi colpiti dai missili e le navi bloccate stanno provocando un’impennata dei costi energetici con gravi ripercussioni ambientali, secondo l’Onu.
In Italia, il ministro Giorgetti ha lanciato l’allarme sulla sicurezza energetica del Paese, messo a rischio dalla crisi internazionale. Il governo ha deciso di non procedere con il decreto sul carburante, ritenuto inefficace, e ha rivolto una richiesta di intervento all’Unione Europea.
La premier sta sondando il dialogo con la destra del Pd in vista del dibattito alla Camera previsto per domani. Intanto, il G7 valuta il rilascio delle riserve strategiche per contenere l’impatto economico del caro-petrolio.
Le dichiarazioni di Trump, che prevede una fine rapida della guerra in Iran, hanno inizialmente calmato i mercati con un calo sotto i 100 dollari, ma la situazione resta instabile. Mosca si dice disponibile a collaborare con l’Ue.
L’Italia affronta lo spettro di una recessione, con il dl benzina definitivamente accantonato. Roma punta ora sulle misure europee per mitigare gli effetti della crisi sul sistema produttivo nazionale.
Le opposizioni, guidate da Conte, preparano una mozione su Kiev per unire le forze contro le politiche del governo. Nel frattempo, il caso Bartolozzi esplode con accuse reciproche sulla referendum costituzionale.









