L’andamento economico dell’Italia per il 2026 si presenta incerto, con stime di crescita del Pil riviste al ribasso da diverse istituzioni. Confindustria ha abbassato la sua previsione di crescita al 0,5%, mentre la Banca d’Italia indicava lo 0,6%. Anche S&P Global Ratings ha operato un taglio significativo, fissando la crescita al 0,4%, in calo rispetto all’0,8% inizialmente previsto.
In parallelo, l’OCSE ha ridotto le proprie stime, portando la crescita del Pil italiano allo 0,4%, segnando un decremento di 0,2 punti rispetto alle previsioni di dicembre. Sul fronte dell’inflazione, l’OCSE stima un tasso del 2,4% per il 2026, con un incremento di 1,7 punti percentuali rispetto alle attese precedenti.
Anche la Banca Centrale Europea ha fornito le sue stime, prevedendo un’inflazione per l’Eurozona al 2,6% nel 2026, con un leggero calo nei due anni successivi. Questi dati evidenziano un clima di crescente incertezza economica, con implicazioni significative per le politiche fiscali e monetarie del Paese.









