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Home Difesa e Sicurezza Difesa

Riforma Difesa, il ddl Crosetto punta su cyber e droni: al Capo di SMD il ruolo di autorità cyber

Ufficio Stampa by Ufficio Stampa
Settembre 9, 2026
in Difesa
0
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Crediti immagine: immagine non di proprietà della redazione. Fonte: formiche.net. Utilizzo nel rispetto dei termini della fonte/licenza.
IN SINTESI Cosa prevede la riforma
4 agosto 2026 Autorità cyber Difesa Sistemi unmanned
1
Il Consiglio dei ministri ha approvato il 4 agosto 2026 il ddl per il rafforzamento e l'adeguamento della capacità di difesa nazionale.
2
Al Capo di Stato Maggiore della Difesa viene attribuita la qualifica di autorità cyber del Ministero della Difesa e la responsabilità unica dei dati del Dicastero, ferme restando le competenze delle altre autorità nazionali.
3
Viene definito uno spazio cibernetico di interesse nazionale per la difesa e la sicurezza militare dello Stato, il cui perimetro sarà individuato e aggiornato dal Ministro della Difesa.
4
Il provvedimento disciplina anche navi e aeromobili militari senza equipaggio e introduce strumenti dedicati alla formazione e alla permanenza degli specialisti cyber.
5
La riforma non è ancora definitivamente operativa: dopo l'approvazione governativa resta centrale il percorso parlamentare e attuativo.
In breve: la Difesa punta a rendere cyber, dati e sistemi senza equipaggio parti strutturali della propria organizzazione e della capacità operativa interforze.

La riforma della Difesa voluta dal ministro Guido Crosetto compie un passaggio importante. Il 4 agosto 2026 il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge recante disposizioni per il rafforzamento e l'adeguamento della capacità di difesa nazionale, un intervento che modifica diversi aspetti del Codice dell'ordinamento militare e punta soprattutto su cyber, integrazione interforze, sistemi senza equipaggio, ricerca e rapidità delle procedure.

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4 agosto Approvazione del disegno di legge da parte del Consiglio dei ministri
15 articoli L'impianto del provvedimento interviene su organizzazione, cyber, personale, unmanned e acquisizioni
Cyber Uno dei settori nei quali la riforma introduce le innovazioni normative più rilevanti

Il Capo di Stato Maggiore diventa autorità cyber della Difesa

Uno degli elementi più significativi riguarda la nuova architettura del dominio cibernetico. Il disegno di legge riconosce al Capo di Stato Maggiore della Difesa la qualifica di autorità cyber del Ministero della Difesa, attribuendogli anche la responsabilità unica dei dati del Dicastero.

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Il punto è particolarmente rilevante perché accentua il coordinamento al vertice militare in un settore nel quale informazioni, reti, intelligence e capacità operative sono ormai strettamente collegate.

Un chiarimento importante

La qualifica prevista dal ddl riguarda l'autorità cyber del Ministero della Difesa. Non significa quindi trasferire al vertice militare tutte le competenze nazionali sulla cybersicurezza: restano espressamente ferme quelle attribuite alla Presidenza del Consiglio, al Ministero dell'Interno, agli organismi di informazione, all'Agenzia per la cybersicurezza nazionale e alle altre autorità competenti.

Nasce un perimetro cyber di interesse militare nazionale

Il provvedimento definisce inoltre lo spazio cibernetico di interesse nazionale per la difesa e la sicurezza militare dello Stato. Il relativo perimetro dovrà essere identificato e aggiornato dal Ministro della Difesa.

È un passaggio che punta a dare una cornice normativa più precisa all'azione dello strumento militare nel dominio digitale, sempre più rilevante in scenari caratterizzati da attacchi informatici, guerra elettronica, operazioni informative e minacce ibride.

Autorità cyber Rafforzamento del ruolo del Capo di Stato Maggiore della Difesa nel coordinamento del settore.
Dati della Difesa Responsabilità unica dei dati del Ministero nell'ambito delle competenze previste dal nuovo assetto.
Specialisti militari Prevista una figura professionale dedicata e specifici strumenti di incentivazione nel settore cyber.
Minaccia ibrida Rafforzata anche la preparazione interforze per affrontare scenari complessi e multidominio.

Comando Interforze Cyber Intel: cosa cambia davvero

Il ddl prevede che il Reparto informazioni e sicurezza dello Stato Maggiore della Difesa assuma la denominazione di Comando Interforze Cyber Intel.

Su questo punto è però necessaria una precisazione. La struttura con questa denominazione risulta già presente nell'organizzazione della Difesa e operativa nel corso del 2026. La riforma va quindi letta soprattutto come un passaggio di consolidamento e sistematizzazione normativa dell'assetto cyber-intelligence, non semplicemente come la creazione da zero di un nuovo comando.

Accanto ad esso continua ad avere un ruolo centrale il Comando per le Operazioni in Rete, responsabile della condotta delle operazioni nel dominio cibernetico e della gestione tecnico-operativa in sicurezza dei sistemi ICT e C4 della Difesa.

Droni, navi senza equipaggio e sistemi autonomi

Un altro capitolo della riforma riguarda i sistemi militari senza equipaggio. Il testo introduce una disciplina specifica per le unità navali unmanned e stabilisce i requisiti affinché possano essere considerate navi militari o navi da guerra.

Viene inoltre definita la nozione di aeromobile militare senza equipaggio a bordo. Classificazione, regole di volo e titoli aeronautici saranno poi disciplinati attraverso successivi atti del Ministero della Difesa.

L'obiettivo è ridurre la distanza tra l'evoluzione tecnologica dei sistemi autonomi o controllati da remoto e un quadro normativo nato quando gran parte di queste capacità non aveva ancora l'attuale rilevanza operativa.

E lo spazio?

La trasformazione delle Forze Armate è ormai chiaramente orientata verso un modello multidominio, nel quale terra, mare e aria si integrano con cyber e spazio. La Difesa dispone già del Comando delle Operazioni Spaziali, dedicato alla protezione degli assetti spaziali nazionali e alla loro integrazione nelle operazioni.

Nel ddl approvato il 4 agosto, tuttavia, le innovazioni normative più evidenti riguardano soprattutto dominio cibernetico e sistemi senza equipaggio. È quindi più corretto inserire il provvedimento in una più ampia trasformazione cyber-spazio-multidominio senza attribuirgli una completa riorganizzazione del settore spaziale che il testo, da solo, non realizza.

Ricerca militare e acquisizioni più rapide

La riforma interviene anche sul rapporto tra innovazione tecnologica e capacità di acquisizione. È previsto un Fondo per gli investimenti nella ricerca scientifica e tecnologica militare, con l'obiettivo di sostenere progetti di ricerca e sviluppo sperimentale nel settore della Difesa.

Parallelamente vengono previste misure per rendere più rapide alcune procedure relative a programmi, investimenti e approvvigionamenti strategici. Un tema particolarmente sensibile in settori tecnologici nei quali i cicli di innovazione possono essere molto più veloci rispetto ai tradizionali tempi amministrativi.

Il quadro NATO ed europeo

Il ddl arriva mentre la trasformazione dello strumento militare italiano si inserisce in un processo molto più ampio. In sede NATO gli Alleati hanno assunto l'impegno di arrivare entro il 2035 al 5% del PIL considerando insieme spesa per la Difesa in senso stretto e ulteriori investimenti collegati a sicurezza, resilienza e infrastrutture.

Sul versante europeo, lo strumento SAFE mette a disposizione fino a 150 miliardi di euro in prestiti per sostenere investimenti e acquisizioni comuni. Tra le capacità considerate prioritarie figurano proprio cyber, droni e sistemi antidrone, intelligenza artificiale, guerra elettronica, risorse spaziali e protezione degli assetti spaziali.

È quindi in questo scenario che la riforma italiana assume una rilevanza anche industriale: procedure più rapide, ricerca militare e nuove esigenze operative possono incidere sul rapporto tra Forze Armate, industria nazionale, università, centri di ricerca e imprese tecnologiche.

Cosa succede adesso

GIÀ AVVENUTO Riorganizzazione cyber della Difesa

Nel corso del 2025-2026 il Comando Interforze Cyber Intel è già comparso nell'organizzazione operativa e amministrativa della Difesa.

4 AGOSTO 2026 Approvazione del ddl in Consiglio dei ministri

Il Governo approva il disegno di legge sul rafforzamento e l'adeguamento della capacità di difesa nazionale.

PROSSIMO PASSAGGIO Iter parlamentare e attuazione

Il testo dovrà completare il percorso legislativo. Solo successivamente le disposizioni che richiedono decreti o altri atti potranno essere tradotte pienamente sul piano operativo.

Una riforma ancora da seguire

Il passaggio del 4 agosto rappresenta quindi l'avvio concreto di una parte importante della riforma Crosetto, ma non la conclusione del percorso. Saranno l'esame parlamentare, le eventuali modifiche al testo e i successivi provvedimenti attuativi a determinare l'assetto definitivo e, soprattutto, i tempi con cui le nuove disposizioni diventeranno pienamente operative.

Fonte principale articolo: l’inkiesta

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