La tensione sul fianco orientale della NATO cresce per le accuse rivolte a Mosca. Lituania, Lettonia ed Estonia parlano di possibili azioni contro infrastrutture critiche. Secondo i servizi baltici, il rischio riguarda energia, comunicazioni e trasporti.
Radosław Sikorski ha avvertito che non si può escludere una falsa bandiera. L’obiettivo sarebbe creare un pretesto per colpire un Paese alleato. Le autorità baltiche, però, frenano gli allarmi più drastici. Non risultano date, piani concreti o decisioni operative per un attacco imminente. Vilnius ribadisce che non ci sono segnali di invasione su larga scala. Resta invece alto il pericolo di sabotaggi, incendi e provocazioni ibride. NATO ha già rafforzato la sorveglianza nel Baltico con nuove misure di sicurezza.
Il quadro conferma una minaccia reale, ma non ancora un’offensiva imminente.
Per i Paesi dell’area, la priorità resta prevenire escalation e proteggere le infrastrutture.








