Per alcune ore la principale arteria stradale della Sardegna è rimasta interrotta a causa delle fiamme. È accaduto martedì 14 luglio 2026 nel tratto interessato dal rogo di Ottana, nel Nuorese, dove la statale 131 è stata chiusa per motivi di sicurezza e poi riaperta al traffico.
La giornata ha messo sotto pressione l’intero sistema antincendio dell’isola, con roghi sviluppatisi quasi in contemporanea in più province.
Le squadre a terra dei Vigili del Fuoco hanno operato insieme alla flotta aerea dello Stato e ai mezzi regionali. Nel Sud Sardegna il fuoco ha interessato le campagne di Carbonia, mentre nel Nord un vasto incendio è divampato ad Aglientu, dove sono stati percorsi dalle fiamme circa venti ettari di pineta. Ulteriori fronti hanno riguardato Giave, nel Sassarese, e appunto Ottana.
Nelle operazioni sono stati impiegati due Canadair, gli aerei anfibi usati per lanciare acqua sugli incendi, oltre a diversi elicotteri e a un velivolo dell’Esercito Italiano messo a disposizione per il concorso aereo.
Il coordinamento ha coinvolto più amministrazioni: il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, il servizio antincendio regionale e il dispositivo di protezione civile. Non risultano evacuazioni di popolazione.
Le condizioni meteo hanno spinto le autorità a confermare per il 15 luglio un livello di pericolo elevato nel Sud dell’isola. La macchina dei soccorsi resta quindi schierata, con i mezzi aerei pronti a nuovi decolli in caso di riprese del fuoco.









