L’emergenza incendi boschivi mette a dura prova il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Dal 18 luglio 2026 i comandi siciliani hanno effettuato oltre 1.400 interventi, operando con turni raddoppiati su roghi di bosco e vegetazione. Fronti attivi nel Catanese (Ragalna), nel Palermitano (Monreale, Altavilla, Termini Imerese) e nell’Agrigentino, dove circa 100 persone sono state evacuate da abitazioni e una clinica, con 22 pazienti trasferiti. Sul campo sei squadre ad Agrigento (tre giunte da Trapani), due Canadair in azione e altri tre velivoli pronti al decollo da Lamezia Terme. La giornata più drammatica è il 22 luglio: il caporeparto Alessandro Marchì, 59 anni, si è accasciato durante le operazioni di spegnimento a Caltanissetta ed è deceduto in ospedale. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso cordoglio, ricordando che Marchì “è caduto mentre svolgeva il proprio dovere a servizio della collettività”. Il bilancio testimonia lo sforzo straordinario del Corpo in una stagione segnata da caldo estremo e roghi diffusi in tutto il Mezzogiorno. La perdita del vigile riporta al centro il tema della sicurezza e delle condizioni operative del personale in prima linea.








