IN SINTESI
Cosa chiede il SINAFI
Nota del 28 agosto
Spese legali
Stop agli automatismi

Il SINAFI interviene sul rimborso delle spese legali dei finanzieri e chiede al Comando Generale della Guardia di Finanza di aggiornare le disposizioni interne. Al centro della questione c'è la possibilità che anche una sanzione disciplinare di lieve entità possa trasformarsi, nell'attuale prassi applicativa, in un ostacolo al riconoscimento del rimborso per procedimenti giudiziari connessi al servizio.
Rimborso delle spese legali: perché interviene il SINAFI
La questione riguarda i finanzieri coinvolti in procedimenti civili, penali o amministrativi per fatti riconducibili all'espletamento del servizio.
Con una nota del 28 agosto 2026, il SINAFI ha segnalato al Comando Generale quella che considera una criticità nell'applicazione delle disposizioni interne del Corpo.
Secondo il sindacato, a seguito delle indicazioni integrative alla Circolare n. 318628/2009 si sarebbe consolidato un orientamento in base al quale la contestazione o l'irrogazione di una sanzione disciplinare collegata alla vicenda giudiziaria può diventare un ostacolo al rimborso delle spese sostenute per la difesa.
Il nodo delle sanzioni lievi: Rimprovero e Richiamo
È proprio su questo punto che si concentra l'iniziativa sindacale. Il SINAFI richiama in particolare le sanzioni di minore gravità, citando espressamente il Rimprovero e il Richiamo.
La contestazione non riguarda l'esistenza del sistema disciplinare, ma il fatto che, secondo la ricostruzione sindacale, una sanzione possa produrre un effetto automatico sulla distinta procedura relativa al rimborso delle spese legali.
Cosa prevede l'articolo 18 sulle spese legali
Il riferimento è l'art. 18 del decreto-legge 25 marzo 1997, n. 67, convertito dalla legge n. 135/1997.
La disposizione collega quindi il beneficio sia alla natura dei fatti, che devono essere connessi all'attività istituzionale, sia all'esito del procedimento.
La questione sollevata dal SINAFI riguarda invece il modo in cui questi principi vengono applicati internamente quando alla vicenda giudiziaria si accompagna anche un procedimento disciplinare.
Le tre richieste del SINAFI al Comando Generale
Aggiornare le direttive della Circolare n. 318628/2009 affinché le sanzioni disciplinari lievi non comportino automaticamente la perdita della possibilità di ottenere il rimborso.
Superare gli automatismi e distinguere la reale gravità della condotta, verificando il collegamento tra il comportamento del militare e l'espletamento del servizio.
Riportare la disciplina interna, secondo il sindacato, alla sua funzione di tutela del personale coinvolto in procedimenti giudiziari per ragioni d'ufficio.
Cosa cambia adesso per i finanzieri
Al momento non è stata annunciata una modifica delle disposizioni interne. Quella del SINAFI è una richiesta rivolta al Comando Generale e non un provvedimento già adottato.
Per il personale, quindi, la disciplina applicativa vigente non può essere considerata modificata per effetto della sola iniziativa sindacale.
Il passaggio successivo sarà verificare se il Comando Generale riterrà di intervenire sulla Circolare n. 318628/2009 o sulle successive indicazioni applicative, introducendo quella valutazione più individualizzata richiesta dal sindacato.
La questione è significativa perché riguarda il rapporto tra tutela legale del dipendente pubblico, responsabilità disciplinare e attività svolta nell'interesse dell'Amministrazione: profili distinti che, secondo il SINAFI, non dovrebbero essere sovrapposti attraverso automatismi.










