Roma, 29 aprile 2025 – (Pubblichiamo un estratto del seguente articolo da leggere nella sua completezza collegandosi al link indicato a fine paragrafo) – L’operazione strade sicure è al centro di un dibattito tra sindacati, richieste di rimodulazione da parte della Difesa e i muri del Viminale.
L’Operazione “Strade Sicure” torna al centro del dibattito istituzionale.
A riaccendere i riflettori è stato il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, durante un’audizione davanti alle Commissioni Esteri-Difesa di Camera e Senato. Alla domanda del senatore Bruno Marton (M5S) sul futuro dell’Operazione, Portolano ha espresso un dubbio ormai non più marginale: “Strade Sicure nasce in un momento di crisi, d’emergenza. Ora c’è da chiedersi se l’emergenza continua”.
Un’apertura chiara a una riflessione sul modello attuale e sulle modalità di impiego del personale, che oggi vede coinvolti 6.800 militari sul territorio nazionale. Portolano non ne mette in discussione il valore, ma sottolinea l’urgenza di una riforma: “Serve maggiore capacità ed efficacia, magari con un pattugliamento più dinamico”.
Ma il Viminale blinda Strade Sicure: “È un caposaldo della sicurezza”
A queste parole, però, è seguito il tempestivo chiarimento del Viminale.
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