Mentre a Roma si discute di una possibile missione Onu con truppe italiane, lo Stretto di Hormuz è teatro di crescenti tensioni. Le forze armate statunitensi hanno intensificato gli attacchi contro obiettivi militari iraniani, colpendo centri di comando e infrastrutture missilistiche. Questi raid, confermati dal Comando centrale Usa, mirano a ridurre le capacità militari iraniane e a proteggere la navigazione commerciale. Le operazioni hanno interessato aree strategiche come Bandar Abbas e l’isola di Qeshm, causando vittime e danni significativi. Parallelamente, Washington ha reintrodotto un blocco navale, fermando una petroliera diretta verso l’Iran. Teheran, dal canto suo, ha dichiarato lo Stretto di Hormuz una “linea rossa” e minaccia ritorsioni. In questo contesto, l’Italia, pur non coinvolta nei raid, è menzionata nei colloqui diplomatici tra Israele e Libano. Resta da vedere come evolverà la situazione in una regione già instabile.
Contratto infermieri, fino a 240 euro al mese e oltre 3.000 euro di arretrati. USAMi: «Allora i soldi c’erano»
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